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LUCIA MARCUCCI

LUCIA MARCUCCI

Archivi tag: Scrittura

IN FIERI (Il volo della Sciamana) – 18

16 sabato Gen 2021

Posted by Lucia Marcucci in Scrittura

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

Possiamo notare che la lettura è sempre più ostica per il grande pubblico, compriamo i giornali ma ci limitiamo, nel migliore dei casi, a leggere i titoli, la pagina della cultura si mette da parte riproponendoci di leggerla successivamente: illusione! Quei fogli si accumulano minacciosi su qualche sedia o sul tavolo facendoci avere sensi di colpa, mai riusciremmo a leggere tutto! Che storia è questa? Intanto i mostri s’impinguano sempre più di reclami, inserti, promozioni e regalacci che quantomeno pesano e infastidiscono; perché questo fastidio? Cosa è successo? La lettura è diventata un’attività torturante? C’è qualcosa che logicamente non torna: nell’era delle informazioni preferiamo evidentemente l’occhio del diovideo. Il tempo, Chronos, ci manca, o crediamo che ci manchi? Chronos è più breve: un breve, piccolo dio che ci mangia e sputa tutti i nostri ossicini, ci divora per lunghe ore nel traffico, per lunghe ore alla ricerca di un posto per il nostro costoso guscio che dobbiamo lasciare ogni qualvolta ci si debba recare in altri gusci più ampi, ci manca perché l’altro dio Eros ci divora anch’esso, per non parlare di Hermes dio del denaro e dei ladri! Le ore si riducono a pochi minuti, le notti si accorciano spaventosamente, i letti divengono nemici, il sonno è sogno d’angosce. La vita è bella e breve o è un terribile incubo? Cosa fanno tutte queste opportunità tecnologiche e pseudo se non caricarci impulsi suicidi? Leggere per dimenticare ma lo slogan è leggere per non dimenticare! E’ preferibile il primo: dimenticare l’ansia che ci stringe, lasciare scorrere Chronos senza dargli importanza, fantasticare sulle frasi o su ogni parola… sognare senza terrificanti oppressioni, scorrere le pagine di qualche libro di favole, di novelle, descrizioni di boschi abitati da tanti animali, colline, montagne, laghi e il mare…

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IN FIERI (Il volo della Sciamana) – 17

02 sabato Gen 2021

Posted by Lucia Marcucci in Scrittura

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

Non possiamo fare a meno degli apocalittici “siamo avvelenati ogni giorno“: s’inizia dal dentifricio, avanziamo con il caffè, passiamo alle fette biscottate, il latte, la marmellata, non diciamo, ahimè, della brioché, delle patatine con l’aperitivo e i suoi coloranti, il grano come minimo è radioattivo, i pomodori transgenici, il pesce allevato con chissà cosa, magari con cadaveri di cani e di gatti, le verdure concimate chimicamente, la frutta cosparsa di anticrittogamici, il virus H5N1 del pollo aviario-ato, le uova peggio che mai, la carne è delittuoso mangiarla, il formaggio fatto con il latte delle mucche pazze che circolano indisturbate, il pane e la pasta (è bene ripeterlo) con grano avvelenato, la cioccolata confezionata dai bambini sfruttati, la lana è della povera pecora torturata, il mangime dei gatti fatto con le balene, quello dei cani anche, forse nei wurstel ci sono i ritagli delle piccole foche oltre che glutammati a iosa, il vino pieno di solfiti, le aranciate colorate con gli acrilici, i superalcolici micidiali, il caffè decaffeinato, il tè (non viene raccolto dai minori?) affumicato cancerogeno. Cosa ci dimentichiamo? Gli scarichi industriali, il metano, l’elettricità, i rifiuti, il vetro, la plastica, l’alluminio, il carbone, la benzina e l’uomo a quattro ruote che poi va a impinguare le palestre. Le caverne erano più ecologiche, l’ominide non era avvelenato e moriva sanissimo a vent’anni. L’aria e l’acqua pure, limpide; qualche vulcano mandava, a periodi, fumi velenosi… erano veleni ecologici. Non esistevano i vaccini! La beata età dell’uomo è oramai trascorsa, milioni di anni ci dividono: gli apocalittici ci proteggano! Forse il buco dell’ozono è l’occhio di dio che ogni tanto lo allarga per guardarci eppoi gli si ristringe e lo chiude dalla rabbia.

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IN FIERI (Il volo della Sciamana) – 16

18 venerdì Dic 2020

Posted by Lucia Marcucci in Scrittura

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

I tabù più macroscopici sono la negritudine, l’islamismo, il politically correct, il fondamentalismo cattolico, l’arte di sinistra, il cazzo del maschio, il culo dei gay, la maternità dell’ultra sessantenne, il meretricio dei politici, ecc., ecc. Non dimentichiamoci dei figli, dei nipoti e del loro futuro ecologico. Fanno venire tutti i sensi di colpa: il consumo pro capite dell’acqua, il petrolio, i frigoriferi, la schiuma dei saponi, una pallina di carta che non va dove deve andare, il cinghiale cacciato, il solito orbettino scambiato per una vipera, i fumi del metano, le caldaie tartassate, il buco maledetto dell’ozono che si apre e poi, chissà, ogni tanto si richiude ma solo nell’Artide ché nell’Antartide non c’è! Ci pensano i paesi sottosviluppati che mandano tutti i loro benedetti rifiuti e le benedettissime scorie delle nostre vecchie macchine, anche quelle rubate e rivendute, perché loro di nuove non ne hanno, bellamente e felicemente per aria, ma i poveretti non hanno altro per gioire, senza tener conto di quelli che per andare in paradiso si fanno esplodere: la colpa è nostra. I ghiacciai si stanno sciogliendo per colpa del riscaldamento globale… le nostre borghesi caldaie, le nostre stramaledette fabbriche e le nostre schifosissime auto magari anche blu! Non ci aspetta l’inferno nell’aldilà, è qui, caldo, caldissimo e tattile. Perché godiamo? Godiamo?! Siamo Zombi concentrici ed eccentrici. Chissà perché gli scienziati non spendono tutte le loro risorse per trovare il modo di riciclare tutte le spazzature (dal verbo spazzare! o da scopare… scopature) della terra e del cielo visto che fra aerei, satelliti e piattaforme spaziali i rifiuti si fanno anche lì. Perché i politici globali se ne fottono. “La possibilità di un’isola” un diario illuminante di Houellebecq, ci fa riflettere su ciò che è la condizione umana dell’oggi e del domani futuribile: una visione nichilista, tragica ma purtroppo reale.

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IN FIERI (Il volo della Sciamana) – 15

05 sabato Dic 2020

Posted by Lucia Marcucci in Scrittura

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

Gli argomenti non politically correct sono tantissimi ma pasticciando un po’ le informazioni si può trovare il modo di non scottarsi eccessivamente e parafrasando parafrasando, ci possiamo far sopra una discreta critica. Non sempre ci riusciamo perché la faccenda è talvolta molto difficile: giriamo intorno per un bel po’ di tempo come fa un moscone sulla fatta ma poi scappiamo per l’odore che tal fatta emana. L’esempio classico sono dei rotoli o dei libri che srotolando e riarrotolando o sfogliando e risfogliando mandano da sempre lo stesso messaggio di una, nemmeno tanto velata, intolleranza verso chi dei suddetti rotoli o dei suddetti libri può far benissimo a meno, anzi, vive proprio bene senza. Modus operandi permettendo possiamo scansare il tutto e rifugiarci nei meandri delle biblioteche più fornite facendo vita da topo difatto smangiucchiando pagine e pagine poi, bulimici, vomitarne il contenuto in qualche ben arredato cesso, riparare poi, indenni, al computer e ricominciare daccapo questa volta navigando negli infiniti recessi dei mass media. Sempre perséguita l’imbarazzo della scelta ma con un acuto senso del probabile scoop si può estrarre da tutta l’immondizia telematica qualcosa di piccante o mediamente interessante e tradendo un po’ il messaggio, renderlo ancora più saporoso. Se alfine giunge l’aviaria sulle ali o nel guano di qualsiasi uccello migratore o pollo di batteria lager, almeno, a detta di un qualsiasi lurido ministro, farà centosessantamila morti… allora tutte le previsioni e/o le occultamente pilotate scelte vanno a farsi fottere.

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UN MUNDO DE AMOR – UN MONDO DI AMORE

20 venerdì Nov 2020

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

Per molto tempo l’uomo ha cercato di liberarsi dall’alienazione attraverso la cultura e l’arte. Siamo di fronte alla diffusione di una nuova ideologia che inizia a descrivere ciò che sta accadendo, a partire dall’eliminazione di concetti in grado di comprendere ciò che sta succedendo. Non è altro che un tentativo di fuga. È chiaro a questo punto che ci deve essere qualcosa di sbagliato nel sistema anche se è del tutto naturale che i benefici tangibili di se stessi siano considerati degni di essere difesi. La sovrastruttura impone un tipo di arte in cui gli artisti vengono educati. Questa falsa coscienza è ormai incorporata nell’apparato sociale dominante che, al suo ritorno, la riproduce secondo il grado in cui il comportamento risponde alla realtà offerta. La ricerca artistica porta un nuovo impulso. Qui la barriera ferma e deforma la ricerca della verità e la ragnatela di dominio diventa la rete della ragione stessa, la società attuale fatalmente rimane impigliata in essa. Nonostante tutto, le strade sono più o meno strutturate e il significato delle idee in fuga è nascosto dietro la parola libertà.

Lucia Marcucci

CORMORAN Y DELFIN – Revista Planetaria de Poesia – VIAJE – Ottobre 1969

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CORMORAN Y DELFIN (1969)

Desde mucho tiempo el hombre busca liberarse de la alienación por medio de la cultura y de las artes. Estamos frente al difundirse de una nueva ideología que se pone a describir lo que está sucediendo comenzando con el eliminar de los conceptos capaces de comprender aquello que sucede. Se trata nada más que una tentativa de fuga. Se presenta claro en este punto que debe haber alguna cosa equivocada en el sistema a pesar de que es del todo natural que los tangibles beneficios de uno mismo sean considerados dignos de ser defendidos. La superestructura impone un tipo de arte en el cual se educan los artistas. Esta falsa conciencia es de ahora en adelante incorporada en el aparato social dominante que a su regreso lo reproduce según el grado en el cual el comportamiento responde a la realidad ofrecida. La búsqueda artística lleva a un nuevo impulso. Aquí la barrera detiene y deforma la búsqueda de la verdad y la tela de araña del dominio se transforma en la tela de la propia razón, la sociedad presente fatalmente se enreda en ella. A pesar de todo las calles están más o menos trazadas y el sentido de las ideas en fuga se esconde detrás de la palabra libertad.

Lucia Marcucci

CORMORAN Y DELFIN – Revista Planetaria de Poesia – VIAJE – Ottobre 1969

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IN FIERI (Il volo della Sciamana) – 14

07 sabato Nov 2020

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

Magellano ha dato il suo nome ai pinguini, quei pinguini innamorati e filmati, circolanti in Patagonia, anche Antonio Pigafetta, durante il suo giro del mondo, nella Penisola di Valdés deve aver fatto qualcosa a proposito di elefanti marini, otarie o qualcosa di simile; coccodrilli, caimani, alligatori tutti differenti fra loro non si sa in che cosa: cinque secoli fa’ dare un’occhiatina a questi animali era un’avventura di sicuro, senza sponsor o almeno gli sponsor erano blasonati e rari, per averli era un lavoro immane di cortigianeria e adulazione. Mentre Erik il Rosso scopre la Groenlandia, altri scoprono il fiume Omo, le sue sorgenti e la sua foce. Una miriade d’esploratori ha lasciato le ossa in qua e in là per la Terra, ci dovrebbe essere un archivio con tutte le date, i luoghi, i nomi di quei benemeriti coraggiosi che della scoperta di nuove latitudini e longitudini hanno fatto la mèta della propria vita. Il fiume Diamantina è acqua di scontro tra coccodrilli e squali, chi ha la peggio non si sa, dato che l’Australia è territorio di misteri compresi le musiche, i canti e i disegni degli aborigeni. Torniamo in volo ai panorami della Terra del Fuoco che hanno nomi evocatori: Punta Tomba è tutto un programma, i pinguini che si tuffano fanno una fatica immane a tornare in superficie, sembra che su cento ne torni uno. Ma non ci importa niente dei suddetti animali nonostante qualche verde gridi vendetta: preferiamo i bambini kirghisi.

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IN FIERI (Il volo della Sciamana) – 13

24 sabato Ott 2020

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

L’aereo progettato dall’equipe di von Braun era un triangolo e non aveva né fusoliera né coda ma non ebbe vita facile, sembra che accusasse dei problemi non risolti e anche i missili V2 delle solite misteriose problematiche ne ebbero a iosa un po’ come i Templari, misteri su misteri Graal compreso. Per non parlare di Castel del Monte e di Federico II: otto per otto sessantaquattro per otto cinquecentododici le cui cifre sommate fanno otto, guarda caso, e con un pozzo straordinario, ora chiuso, nel bel mezzo in cui era iscritto un ottagono; gli arredi erano arazzi con figurazioni narranti chissà quali storie, facevano bella mostra sulle pareti e chiudevano le finestre quando era necessario. Sembra che lo studio delle costellazioni e dei loro influssi sull’umanità fosse lì giornaliero, i saggi filosofi, alchimisti e astrologi erano ospiti fissi e Federico li cavalcava a suo piacimento, forse con un po’ di plagio se li portava anche a letto. Per tornare a von Braun pare che anch’esso girasse intorno al numero otto, si chiamava Otto, almeno di secondo o di terzo nome, il millenovecentotrentotto c’entra in maniera molto interessante nella sua vita: in quella data si sposò ed ebbe otto figli, qualcuno però non dello stesso letto. Come non essere sensibili a tutte queste, per alcuni coincidenze, per altri disegni di menti superiori ben strutturate? I triangoli si sprecano: linee che dalle basi o dalle punte delle Piramidi vanno dritte dritte su Parigi passando per Torino, per Praga, per Chiesina Uzzanese, per lo stesso Castel del Monte, indicanti pressappoco o giù di lì l’Arca dell’Alleanza contenuta nei sotterranei di Orvieto, di Roma o dell’Asmara, o forse in un bunker non ancora scoperto a Berlino. Cerchi magici intersecano i lati dei vari triangoli indicando altri luoghi dove ci possono essere energie molto forti e dove viene consigliato di sostare per sentirne i benefici influssi. Queste linee segnano anche ipogei di Lucumoni sparsi per le antiche città etrusche alcuni riportati alla luce e pieni di turisti, altri ancora da ritrovare e scavare alla ricerca di bei segreti di quel popolo ormai abbastanza rivelato ché di misteri ne restano, ohimè, pochi. La confusione è assicurata, possiamo dire qualsiasi cosa e il contrario: ci sarà sempre qualcuno ma che dico, tanti che giurano sulle energie elettriche e organo-elettriche, sui dodici uomini che tirano le fila del mondo e dell’altro mondo, Allah, Dio, Geova, Buddha, Shiva, Bush, Putin, Abdullah Ibrahim, Chirac, Blair… o qualsiasi altro capo di stato sono solo burattini in mano a questi misteriosi Probiviri. I cari Diderot e D’Alembert sono diventati quelli che facevano la lista della lavandaia. Non dimentichiamoci che Newton se la spassava con gli alambicchi, le bacchette magiche e allevava qualche gufo spennacchiato.

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ON HER VISUAL POETRY – SULLA SUA POESIA VISIVA

10 sabato Ott 2020

Posted by Lucia Marcucci in Scrittura

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

La poesia visiva è una nuova forma di linguaggio derivata dai massicci incitamenti dei media al consumo, dai molti vincoli della nostra società capitalista, dalle informazioni accumulate con le quali siamo bombardati e ridotti in schiavitù incessantemente attraverso forme e abitudini imposte. La creazione di questo nuovo linguaggio che ha riappropriato di modelli magmatici e alienanti per opporsi a loro, per compiere un’azione di guerriglia intorno, dentro e contro di loro, ha permesso di riprendere una consapevolezza critica della realtà attraverso un’operazione politica.

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Il mio lavoro è iniziato con la manipolazione di slogan e immagini raccolte da manifesti e pubblicità, creando contromisure nello stile dei poster da parete, scrivendo esclamazioni sulle pagine dei giornali, prese in prestito dai fumetti dei cartoni animati. Le immagini femminili sono spesso utilizzate nel mio lavoro, con un cambio di “segno” calcolato per irritare l’abituale guardone, abituato ad assumere la riproduzione delle immagini delle donne come consumo di bellezza. Ho continuato questa operazione usando le immagini della scultura classica, corrose e quasi decadute dal tempo, o intagli gotici consumati, apponendo una frase ironica per decontestualizzare l’immagine e creare un messaggio inaspettato.

Poi sono passata al collage, usando l’impronta del corpo femminile e la scrittura: l’impronta come feticcio o come mito del mondo dell’impurità e/o della purezza tecnologica; l’applicazione della scrittura come rinascita di una poesia impropria, contaminata e compromessa con i “ricordi” di una cultura data e acquisita. L’impronta del corpo è un’espressione di disagio, ansia e disagio con l’ingombro materiale e naturale che possediamo e che dobbiamo muoverci e mettere ovunque. La presenza corporale dell’artista nel contesto politico della massa del pubblico: la sua testimonianza grezza e non coltivata in quanto tale, per quanto riguarda le costruzioni culturali del suo ambiente circostante. Il corpo e gli archi del trionfo, il corpo e il grattacielo, il corpo e il libro, il corpo e la scultura, il corpo e la fotografia del corpo, il corpo e l’eroe, il corpo e il paesaggio modificato della “cultura animal “: uomo e tecnologia.

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Il messaggio è formulato attraverso un nuovo codice, attraverso l’iterazione di elementi che devono coesistere: materia, immaginazione e tecnologia. Quindi le opere della poesia visiva non procedono dalla letteratura o dalla pittura, ma come arte autonoma fuori dal conflitto dell’uomo con i mass media.

Lucia Marcucci

The Paris Review – New York – Spring 1979

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Visual poetry is a new form of language sprung from the media’s massive incitements to consumption, from the many constraints of our capitalist society, from the accumulated information with which we are bombarded and enslaved ceaselessly through imposed forms and habits. The creation of this new language which has reappropriated magmatic, alienating models to oppose them, to carry out a guerilla action around, within and against them, has made it possible to resume a critical awareness of reality through a political operation.

My work began with the manipulation of slogans and images collected from posters and publicity, making counter-manifestos in the style of wall- posters, writing exclamations on newspaper pages, borrowed from the speech-balloons of cartoons. Female images are often used in my work, with a change of “sign” calculated to irritate the habitual voyeur, accustomed to assuming the reproduction of women’s images as a consumption of beauty. I continued this operation by next using the images of classical sculpture, corroded and almost decayed by time, or gothic carvings eaten away, apposing an ironic phrase to decontextualize the image and create an unexpected message.

Then I moved on to collage, using the imprint of the female body and writing: the imprint as fetish or as myth of the world of impurity and/or of technological purity; the application of writing as a revival of an improper poetry, contaminated and compromised with the “memories” of a given and acquired culture. The imprint of the body is an expression of unease, anxiety and discomfort with the natural, material encumbrance we possess and have to move about and put everywhere. The bodily presence of the artist in the political context of the mass of the public: its raw, uncultivated testimony as such, with regard to the cultural constructions of its surrounding environment. The body and the arches of triumph, the body and the skyscraper, the body and the book, the body and sculpture, the body and the photograph of the body, the body and the hero, the body and the modified landscape of the “cultural animal”: man and technology.

The message is formulated through a new codex, through the iteration of elements which must coexist: matter, imagination and technology. Hence the works of visual poetry do not proceed from literature or from painting, but as an autonomous art out of the conflict of man with the mass media.

Lucia Marcucci

The Paris Review – New York – Spring 1979

© Riproduzione riservata

“Coazione a mostrare” Omaggio a Romana Loda

27 domenica Set 2020

Posted by Lucia Marcucci in Eventi

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Ketty La Rocca, Lucia Marcucci, Mirella Bentivoglio, Poesia Visiva, Raffaella Perna, Romana Loda, Scrittura, Tomaso Binga, Visual Poetry

Le gallerie bresciane Galleria dell’Incisione e APALAZZOGALLERY rendono omaggio con due mostre parallele a Romana Loda, coraggiosa gallerista scomparsa nel 2010, che dagli anni Settanta ha svolto a Brescia un ruolo fondamentale nella valorizzazione dell’arte femminile.

“Le sue scelte curatoriali — scrive in catalogo Raffaella Perna — hanno contribuito a denunciare l’assenza delle donne nel contesto dell’arte italiana, e a porre in evidenza come tale emarginazione non fosse un dato naturale e immutabile, ma, viceversa, fosse legata a precise condizioni storiche, sociali e culturali”.

Prendendo spunto da “Coazione a mostrare”, prima mostra di sole donne organizzata da Romana Loda nel 1974, la Galleria presenta una scelta di lavori storici di:

Mirella Bentivoglio, Tomaso Binga, Carla Cerati, Betty Danon, Amelia Etlinger, Elisabetta Gut, Ketty La Rocca, Lucia Marcucci, Verìta Monselles, Gina Pane, Berty Skuber.

Lucia Marcucci – Ma opere di bene (1972) © Riproduzione riservata

Una selezione di artiste “che hanno esposto nelle numerose mostre curate da Loda, in spazi pubblici e privati o nella sua galleria, e che con lei hanno condiviso progetti artistici e spesso esperienze di vita. Ma che soprattutto, come lei, hanno avvertito l’urgenza di impegnarsi fino in fondo nel mondo dell’arte, in un momento storico in cui in Italia essere donna e artista, come confida Ketty La Rocca a Lucy Lippard nel 1975, era ancora «di una difficoltà incredibile»”.

Le mostre sono accompagnate da un catalogo con testo di Raffaella Perna.

INAUGURAZIONE: Sabato 3 ottobre 2020, ore 18:00

Brescia 03 ottobre — 25 novembre 2020

IN FIERI (Il volo della Sciamana) – 12

26 sabato Set 2020

Posted by Lucia Marcucci in Scrittura

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

Una storia sugli onorevoli faccendieri concertisti delle banche, meglio forse sui burattini dei governi nella Commissione Europea, oppure sui tanti debitori che aspettano un tesoro da riportare in superficie dalle profondità recondite dei mari del Sud? Sarebbe auspicabile e più interessante aggirarsi in Tanzania fra le furbe scimmie rosse che hanno inventato una strategia per aprire i cassonetti nella periferia della città? O, in mancanza di meglio, scorrere freneticamente, ma che dico, navigare ancor più freneticamente che mai su internet ? Chi sceglie con me di camminare in un sentierino su per le colline di Alba in cerca di funghi e tartufi? Sono gli ultimi giorni di Pompei ed Ercolano: per sentieri obsoleti, bruciati, asfaltati, illuminati da palle iridescenti, incontri l’onorevole con il trapianto e la settantenne labbrosa, la famigliola multietnica e il palestrato sconvolto dalla palestra chiusa per ferie che sobbalza a ogni improbabile fruscio e, se vuoi rabbrividire, il kamikaze in riposo settimanale ma, chissà perché, largo e grosso di circonferenza vita. Melpòmene è dietro l’angolo ma nei sentieri non c’è mai l’angolo: si trova orrendo e tragico nella città ché mai puoi sapere cosa t’ aspetta. Di notte vedi un bagliore: il piromane svelto scappa sullo scooter e dal cassonetto puzzolente escono le fiamme che si propagano in un lampo alle auto in sosta forzata una accanto all’altra e cominciano le esplosioni; la gente urlante dalle finestre, il fumo, non vedi più nulla. Non mettendo in conto i massacri mediatici ci aspettiamo un futuro da incubo oppure del tutto umoristico cambiando il dramma in commedia anzi in una pièce ancora più leggera e leggiadra. E il tempo passa sveltissimo, te ne accorgi guardando un film con un giovane attore e più tardi, dopo una mezz’ora, un altro film con lo stesso attore ma ormai vecchio realmente, non con il trucco! Repentino, subitaneo, istantaneo. In Tasmania le foche sono perseguitate e mangiate dagli squali bianchi; le scimmie non sono rosse e neanche furbe. Gli attori sono giovani e vecchi allo stesso tempo. Europa, Asia, America, Oceania, quanti nomi propri e impropri, simili e diversi, straordinari e buffissimi evocanti paesaggi di sogno e orrendi abissi di morte o paradisi terrestri. Degli extraterrestri ne parlerò in seguito.

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Lucia Marcucci – Poesia Visiva

La mia poetica consiste, attraverso la parola e il segno, nella rielaborazione letteraria e pittorica, ma soprattutto critica, dei mass media (immagini, slogans, linguaggi variamente persuasori e mistificatori del sistema sociale contemporaneo).

My poetics consists, through the word and the sign, in the literary and pictorial, but above all critical, reworking of the mass media (images, slogans, variously persuasive and mystifying languages ​​of the contemporary social system).

Ma poétique consiste, à travers le mot et le signe, dans le remaniement littéraire et pictural, mais surtout critique, des médias de masse (images, slogans, langages diversement persuasifs et mystifiants du système social contemporain).

Meine Poetik besteht mittels Wort und Zeichen aus der literarischen und bildnerischen, vor allem aber kritischen Aufarbeitung der Massenmedien (Bilder, Parolen, unterschiedlich überzeugende und mystifizierende Sprachen des zeitgenössischen Gesellschaftssystems).

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