IN FIERI (Il volo della Sciamana) – LI

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C’era stato in tempi lontani un capitano di lungo corso che solcava i mari da un anno all’altro senza mai toccare terra in un moto perpetuo di cui egli era ben soddisfatto, non sarebbe vissuto senza il rollio continuo che lo cullava da quando era salpato negli anni della sua giovinezza. La sua vita era stata piena di avventure: gli incontri straordinari non erano mancati; uno speciale e indimenticabile fu l’apparizione di una grande piovra cieca da un occhio vicino alla fossa delle Marianne. Il grande mollusco si eresse davanti alla nave mostrando tutti i suoi dieci lunghi tentacoli, agitandoli piuttosto veementemente e spalancando minaccioso il suo unico occhio; i componenti della nave rimasero immobili, ipnotizzati dalla potenza allucinatoria della visione, terrorizzati da ciò che sarebbe potuto accadere di lì a pochi secondi ma nulla accadde sennonché l’improvvisa sparizione del mostro come se a un tratto qualcuno avesse spento il video. Il mare circostante non fu minimamente agitato anzi, apparve liscio come olio e nero come la pece. Altre furono le avventure che segnarono la vita del capitano, molti reality show, soap opera e serial simili a quant’altro le nostre artificiali scene di teleidiotismo ci propinano, ma al suddetto capitano accadevano realmente e realmente aveva brividi, terrore, ferite, spargimento di sangue, vittorie e sconfitte. Il rollio della sua nave leniva i colpi fisici, psicologici e i vari traumi che nelle drammatiche battaglie riportava, le onde lunghe del mare lo cullavano dolcemente nei giorni e nelle notti, all’infinito.

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IN FIERI (Il volo della Sciamana) – L

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Athánatos è stata sostituita da Thánatos, la parola dunque diviene acefala per la nostra eterna disperazione e i mass media ne vanno pazzi. Ogni giorno il dio video con il suo occhio lucente squarcia il semibuio della stanza e propina cataste di cadaveri sanguinolenti, torvi assassini, disastri naturali e no, spettacolosi funerali con grandi scrosci di applausi, la folla assetata di drammi. Il teatro è lì, a portata di stomaco, la ricerca del sangue continua nei programmi naturalistici: tigri, leoni, iene, dinghi, lupi, iguane, corvi, pulcini di aquila e chi ne ha più ne metta, sbranano a profusione le varie prede mostrando all’obbiettivo ravvicinato i brandelli di carne e le ossa in via di essere spolpate. Thánatos a gogò! Non mancano i racconti e le ricerche storiche sulle torture inflitte nei millenni con particolari dimostrazioni di incredibili inventive raccapriccianti. Queste ultime rimandano a musei disponibili degli attrezzi ad hoc, frequentatissimi, anzi gli unici che hanno l’incasso in attivo. Il sinistro applauso è la faccia della medaglia che risuona stridente o appagante nelle contraddizioni dei nostri piaceri, culti, abitudini e consumi. Di applausi si muore, si rigonfia, si imputridisce, si incarognisce: il dio video ne trabocca, rigurgita e vomita lo spellamento idiota di mani, mani non comandate dal cervello, mani rimbecillite dalla consuetudine; il silenzio spaventa, il silenzio è pensiero perciò sospetto, meglio il clamore becero, il rumore non lascia spazio e appaga le pecore che non si accorgono del vuoto cadendo una dopo l’altra nell’abisso.

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IN FIERI (Il volo della Sciamana) – XLIX

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Per molto tempo sono andata proustianamente a dormire molto presto accorgendomi piano piano di perdere moltissime ore di vita, realizzato ciò con sofferenza ho cominciato a fare l’alba e solo quando il sole spuntava con un, pur fievole, raggio mi coricavo chiudendo le finestre con molta cura, attenta agli spiragli di luce che non dovevano assolutamente filtrare; così riuscivo a dormire fino a quando il sole già stava per riabbassarsi all’orizzonte. Dopodiché pigramente preparavo una succulenta cena ché doveva rimpinzarmi fino all’alba successiva. Questo comportamento durava da molti anni e ormai ne ero infastidita talmente che non riuscivo più a mangiare alimenti naturali ma solo scatolette e pastiglie energetiche: mi esaltavano i colori delle suddette ultime allineate su un panno nero e che via via sceglievo in una successione tale da farle sembrare una composizione d’arte. D’improvviso cambiai comportamento: impasticcata di forti e soprattutto colorati sonniferi ricominciai ad andare a dormire al tramonto per svegliarmi all’alba; la ruota della mia vita si capovolgeva e correva velocemente, alternavo la notte e il giorno, il giorno e la notte con discreta disinvoltura, tale e quale un acrobata sul filo. Durante lo stravagante periodo avvenne la mia conversione al dio Ra e continua tuttora in maniera forte, mi tiene stravolta e convinta come una menade delirante, ne sono inrantata da capo a piedi; di notte, si fa per dire, passo e ripasso negli angusti corridoi delle varie piramidi beandomi del tanfo e della poca aria che lì si respira ma, paragonata allo smog delle città è, convenientemente, tutta salute. Mi capita anche di pensare alla nave, in questo caso si potrebbe aggiungere dei folli, che imbarcherà la mia nuda animella per trasportarla nell’isola degli dei.

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IN PIENA CRISI: Frontiers of Italian Art

In Piena Crisi: Frontiers of Italian Art [In Full Crisis: Frontiers of Italian Art] is the latest edition of Italy at Frieze, an exhibition held within the Italian Ambassador’s residence during Frieze London from 2019.
Italy at Frieze aims to showcase artists born/living in Italy or holding Italian citizenship who are represented by galleries participating in the art fair. Featuring artists from the young contemporary Italian scene, to heavyweight historical figures from Surrealist or Arte Povera traditions, In Piena Crisi attempts to challenge, interrogate and complicate what it means to be Italian today while displaying artists’ insistent efforts to push the frontiers of their art.

Lucia Marcucci – In piena crisi (1965)

The exhibition marks the celebrations of “One year of BeIT”, the campaign in support of the Made in Italy brand launched by the Italian Minister of Foreign affairs and International Cooperation in 2021. “Italians have always possessed the ability to look ahead and project their ideas in an ever-changing landscape. Call it perception, talent, a passion for ideas, or planning skills. Creative industry is, in fact, a natural consequence of this forward looking attitude” says the Ambassador to the UK, H.E. Inigo Lambertini.
“With this exhibition, we aim at showcasing the best of the Italian creative industry. Through the artists selected and the series of collateral events organised, the Embassy celebrates the success of the BeIT branding initiative, showing the most innovative, diverse and groundbreaking creations of modern and contemporary artists, as a form of expression, but also as a way of doing successful business.”
“Art creates shared languages, facilitating contact between people and culture, people and territories, people and mother earth, even in difficult times” continues the Ambassador. “With a variety of codes and techniques, Italian artists express the creative spirit that is so often associated with our country, making country, making the Made in Italy brand so unique and successful.”

From an iconic and colourful abstraction by Carla Accardi, to a bold figurative amalgamation of classic iconography with contemporary concerns by Jem Perruchini, the exhibition’s breadth is truly spectacular.

Curated by Sofia Gotti, the project borrows its title from Lucia Marcucci’s work, In Piena Crisi [In Full Crisis]. Marcucci, made poesia visiva [visual poetry] her core expressive language as co-founder of the Gruppo 70, active in Florence between 1963 and 1968. The titular collage crops images of water aerobics exercises alongside a portrait of a fully made-up woman whose manicured hands hold a nondescript photograph of War, probably in Vietnam. The collage’s tagline “without peace / Italy: in full crisis” captures Marcucci’s strategy to juxtapose images and text drawn from the mass media – her battleground for socio-political critique. Like Marcucci, the trailblazing graphic designer Armando Testa ran one of Italy’s largest ad agencies at the height of his career, while championing social battles such as the referendum for the legalisation of divorce in 1970.

Lucia Marcucci

Within the broader framework of Italy at Frieze which aims to represent “Italy,” In Piena Crisi establishes a tension between the works on display and national identity politics, a recurrent theme in the exhibition. Works by Argentinean Leonor Fini, who spent decades in Italy, call into question the relevance of national belonging as a central member of the transnational Surrealist movement. In her drawings on display we see an intriguing yet highly personal self-portrait that culminates in the artist’s unique combination of humour, eroticism, and mythological symbolism. Similarly, Austrian born artist Greta Schödl, another pioneer of poesia visiva in Italy, insistently repeats letters and symbols until they are abstracted, frayed within the texture of language.

Thriving on the dialogues that emerge across this broad selection, the exhibition captures each artist’s efforts to push the limits of their practice, whether from the perspective of socio-political critique, or a formal investigation into the materiality of their chosen medium and practice. With larger than life depictions of female body parts, Adelaide Cioni explores certain visual codes relating to the representation of the gendered body: one of the frontiers to consider in the current cultural and political climate. Abstract shapes and bodies of colour contract and expand in her canvas, saturating the room and soliciting a visceral response in the viewer. Ultimately, the exhibition offers us the opportunity to engage with art’s capacity to put in crisis, and at times reshape, the contours of accepted cultural, social and political orders. The frontiers to consider today, and within this exhibition, include the urgent cultural and political issues of the climate crisis, the call for decolonisation, and ongoing disputes around gender equality and civil rights.

Artist:
Carla Accardi, Giorgio Andreotta Calò, Adelaide Cioni, Dadamaino, Tano Festa, Leonor Fini, Lucia Marcucci, Giulio Paolini, Jem Perucchini, Lucia Pescador, Greta Schödl, Marinella Senatore, Armando Testa, Francesco Vezzoli

A cura di Sofia Gotti.

Italy at Frieze, Italian Embassy in London, London (UK)

13.10.2022 – 16.10.2022

IN FIERI (Il volo della Sciamana) – XLVIII

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La sciamana vola in qua e in là distraendosi spesso dal suo stravagante itinerario per seguire qualche uccello migratorio e posandosi di quando in quando sul più prossimo nido di cicogna che le capita d’incontrare, si liscia le poche penne che ormai le rimangono anche sull’antico copricapo, reperto quasi archeologico della sua stirpe, molto amato ché più di tanto non potrà avere, ormai nulla le resta delle sue origini nordiche nate nelle lontane steppe siberiane. La sua progenie in illo tempore si trasferì nella Prussia dove lasciò molto delle antiche tradizioni dei medicine men, cosicché fece un potpourri di sciamaneria varia lasciandoci anche un bel po’ di piume. Non solo piume ma soprattutto sangue, sangue nelle tante guerre che dovettero affrontare i suoi biondi avi, divenuti via via più rimbambiti e implumi, torturati da rimorsi, perdite di denaro, perdite di stemmi e baronie. Le varie sciamane della discendenza, nate ricoperte del bianco grasso, camicia placentaria indicante la vocazione, tennero tutte alta la fama della famiglia compiendo vari miracoli, premonizioni e guarigioni ma tuttavia le disgrazie funestarono numerose gli eredi nei secoli che si succedettero; l’ultima disgrazia più eclatante fu la partecipazione di un giovane rampollo all’attentato fallito verso uno spietato dittatore per cui quel ramo della famiglia fu sterminato.
Quando la sciamana si rammenta di ciò vola improvvisamente basso e rischia di perdere, strisciando sulle antenne televisive paraboliche e no, le ultimissime penne che ancora ricoprono il suo corpo.

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RI-MATERIALIZZAZIONE DEL LINGUAGGIO. 1978-2022

La mostra Materializzazione del linguaggio, curata dall’artista e poetessa Mirella Bentivoglio, fu inaugurata il 20 settembre 1978 presso i Magazzini del Sale, nell’ambito della XXXVIII Biennale di Venezia. Nella sua molteplicità di immagini e parole, di pratiche individuali e collettive, essa comprendeva le ricerche verbo-visuali di 90 artiste e poetesse internazionali che, raccontando il “rapporto fra la donna e il linguaggio”, materializzavano un linguaggio inteso come modalità di comunicazione non condizionata, incorporando un’espressione identitaria trasgressiva, al contempo poetica e critica, di radicale rifiuto del linguaggio patriarcale.

Ri-Materializzazione del Linguaggio. 1978-2022 – in cui è presentata un’ampia selezione delle opere originariamente esposte, insieme ad altre coeve e a materiali di documentazione – si propone come il primo tentativo di ricostruzione filologica di una mostra divenuta nel frattempo un punto di riferimento per le ricerche artistiche femminili e femministe, ma anche come la riattivazione contemporanea delle sue istanze storiche. Ispirato alle opere stesse, l’allestimento parte dalla matrice dell’alfabeto quale grado zero del linguaggio, e dal rapporto opera/documento, mostra/libro, muro/vetrina, invitandoci a continuare a reinventare il linguaggio che ci è stato imposto, così da poterci riappropriare del modo più autentico e personale in cui desideriamo esprimerci e comunicare.

La mostra è presentata in occasione del centenario della nascita di Mirella Bentivoglio (Klagenfurt am Wörthersee, 1922 – Roma, 2017).

Lucia Marcucci – Aa, Bb, Cc (1977)

Artiste in mostra: Annalisa Alloatti; Mirella Bentivoglio; Cathy Berberian; Tomaso Binga; Irma Blank; Monica Bonvicini; BRACHA (Bracha L. Ettinger); Blanca Calparsoro; Françoise Canal; Paula Claire; Rochella Cooper; Betty Danon; Sonia Delaunay; Agnes Denes; Chiara Diamantini; Neide Dias de Sá; Lia Drei; Anna Esposito; Amelia Etlinger; Sylvie Fauconnier; Maria Ferrero Gussago; Mona Fillières; Gisela Frankenberg; Luisa Gardini; Ilse Garnier; Rimma Gerlovina; Natalia Goncharova; Pat Grimshaw; Bohumila Grögerová; Shasha Guiga; Elisabetta Gut; Micheline Hachette; Ana Hatherly; Annelies Klophaus; Janina Kraupe; Christina Kubisch; Ketty La Rocca; Katalin Ladik; Maria Lai; Liliana Landi; Sveva Lanza; Paola Levi Montalcini; Laura Marcheschi; Lucia Marcucci; Benedetta Marinetti; Silvia Mejía; Gisella Meo; Aurèlia Muñoz; Giulia Niccolai; Anna Oberto; Anésia Pacheco Chaves; Anna Paci; Anna Paparatti; Jacqueline Phanelleux; Jennifer Pike; Marguerite Pinney; Betty Radin; Regina; Olga Rozanova; Giovanna Sandri; Anne Sauser-Hall; Evelina Schatz; Mira Schendel; Greta Schödl; Eleanor Schott; Berty Skuber; Mary Ellen Solt; Marlise Staehelin; Varvara Fyodorovna Stepanova; Wendy Stone; Chima Sunada; Jacqueline Tarkieltaub; Salette Tavares; Biljana Tomić; Jean Trevor; Nora Turato; Janie Van Den Driessche; Carla Vasio; Tatiana Vladimirova Vechorka; Patrizia Vicinelli; Florence Villers; Simona Weller; Francine Widmer; e alcune pratiche artistiche e di ricerca anonime.

A cura di Cristiana Perrella, Andrea Viliani, Vittoria Pavesi.

Fondazione Antonio Dalle Nogare, Bolzano,
02.10.2022 – 03.06.2023