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LUCIA MARCUCCI

LUCIA MARCUCCI

Archivi tag: Scrittura

L’ARTE E LA CITTÀ / ART AND THE CITY

14 domenica Nov 2021

Posted by Lucia Marcucci in Eventi

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Andy Warhol, Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Luigi Pecci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry, William Eggleston

Una mostra che indaga i rapporti fra arte contemporanea e ambiente urbano attraverso opere provenienti dalle collezioni museali e rari materiali d’archivio

In collaborazione e in collegamento con Centro di informazione e documentazione CID/Arti visive e Urban Center, Città di Prato

In concomitanza con l’apertura dell’URBAN CENTER all’interno del museo, dal 20 novembre 2021 il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato presenta L’ARTE E LA CITTÀ / ART AND THE CITY, una mostra a cura di Stefano Pezzato che mette in dialogo un’ampia selezione di opere dalle collezioni museali con rari materiali d’archivio.

Concepita come espressione diretta della città di Prato, dove il Centro Pecci è stato fondato e ha la propria sede, ma anche come riflesso di un contesto metropolitano in costante rinnovamento ed estensione, l’area tra Firenze, Prato e Pistoia dove il Centro Pecci è inserito e opera, questa nuova mostra presenta una panoramica inesplorata dei rapporti fra arte contemporanea e ambiente urbano.
Il percorso espositivo si articola in tre sezioni all’interno dell’Ala grande del museo, che si estende e affaccia sull’asse di Viale della Repubblica: la città indagata e interpretata da diversi artisti contemporanei; l’arte prodotta negli ultimi decenni, riferita o integrata alla realtà urbana; l’arte contemporanea nel tessuto di Prato e nella cornice stessa del Centro Pecci.

Dipinti, sculture, installazioni, fotografie, video, insieme a disegni, stampe, materiali d’archivio di una quarantina fra artisti e gruppi, sia italiani sia internazionali, raccolti nelle collezioni e documentati in vari archivi del Centro Pecci investigano tematiche attuali quali le trasformazioni, le trasfigurazioni e utopie della città, i conflitti, le ascese e cadute che si sviluppano al suo interno. Lavori che parlano di incontri e confronti, scenari e soggetti propri dell’ambito urbano, ma che svelano anche inserimenti artistici pensati e realizzati per Prato, che ha nel Centro Pecci un punto di riferimento culturale e identitario, assumendo ormai da mezzo secolo il ruolo di città dedita allo sviluppo e alla raccolta delle arti contemporanee.

Aprono e chiudono il percorso espositivo alcune opere espressamente “made in” Prato, per ribadire la centralità e influenza della ricerca artistica contemporanea all’interno di questa città, che attraverso il Centro Pecci rappresenta il presente e futuro di una regione estremamente ricca e fiera della propria storia come la Toscana. 
La scelta di esporre solo opere provenienti dalle collezioni e materiali d’archivio punta a valorizzare il vasto patrimonio raccolto e in continua espansione, per sottolineare la potenzialità, flessibilità e sostenibilità di progetti realizzati con materiali acquisiti e conservati al Centro Pecci dal 1988 a oggi.
Durante l’apertura della mostra saranno attivati nuovi programmi educativi e per il pubblico, rassegne cinema e incontri di approfondimento; saranno stimolati collegamenti con opere e iniziative culturali in città e connessioni con attività produttive del territorio.

Lucia Marcucci – L’offesa (1964)


L’ARTE E LA CITTÀ / ART AND THE CITY
Artisti in mostra: Andrea Abati, Andreoni & Fortugno, Nobuyoshi Araki, Marco Bagnoli, Richard Baquié, Massimo Barzagli, Rossella Biscotti, Eberhard Bosslet, Botto & Bruno, Marcos Chaves, Marcelo Cidade, Marco Cingolani, William Eggleston, Anna Esposito, Jan Fabre (con Ilya Kabakov), Fischli & Weiss, Rainer Ganahl, Gilbert & George, Nan Goldin, Dmitri Gutov (per Radek Community), Haas & Hahn, Takashi Homma, Karen Kilimnik, Kinkaleri, Philip Lorca di Corcia, Lucia Marcucci, Mario Mariotti, Fausto Melotti, Nino Migliori, Domingo Milella, Anatoly Osmolovsky, Fabrizio Plessi, Anne & Patrick Poirier, Guido Sartorelli, Mauro Staccioli, Wolfgang Tillmans, Marco Tirelli, Leonid Tishkov, Rodolfo Vitone, Andy Warhol, Erwin Wurm

Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, 20 novembre 2021 – 12 giugno 2022

A confronto

13 sabato Nov 2021

Posted by Lucia Marcucci in Opere

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

A confronto (2003) | collage e acrilici su cartoncino | cm 50×36

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© Riproduzione riservata

LA POESIA VISIVA COME ARTE PLURISENSORIALE: L’OLFATTO

05 venerdì Nov 2021

Posted by Lucia Marcucci in Eventi

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lamberto Pignotti, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

Il progetto P r a t i c h e S i n e s t e t i c h e di Lamberto Pignotti è stato inaugurato nel 2020 con una mostra che riuniva l’indagine sui cinque sensi attraverso opere di poesia visiva presentate dalla Fondazione Berardelli. Il progetto prevede una serie di mostre corredate di catalogo che approfondiscono la ricerca sui nessi multisensoriali presenti nella poesia visiva. In questa occasione la ricerca dei 53 artisti verbo-visivi coinvolti è dedicata alla sfera OLFATTIVA. Presenteremo il nuovo catalogo della collana PRATICHE SINESTETICHE, volume 2, che raccoglie, oltre ai lavori degli artisti, testi di Melania Gazzotti, Giovanni Fontana e Lamberto Pignotti. Nel corso dell’evento interverranno con una performance due degli artisti coinvolti, Davide Galipò e Elena Cappai Bonanni. >> “OLFABETO (Inodore di santità)” è una performance a due voci che mette in comunicazione a livello sonoro le opere presentate dagli artisti, rispettivamente “Olfabeto” e “In.odore”. Con loro, Mister Caos, poeta di strada che accompagnerà la performance con un live painting.

L’esposizione prevede la presenza di opere degli artisti: Demosthenes Agrafiotis, Fernando Aguiar, Paolo Albani, Bruno Aller, Francesco Aprile, Massimo Arduini, Andrea Astolfi, Bernard Aubertin, Carla Bertola, Julien Blaine, Jean-François Bory, Anna Boschi, Antonino Bove, Giuseppe Calandriello, Vito Capone, Elena Cappai Bonanni, Ugo Carrega, Hans Clavin, Carlo Marcello Conti, Jakob De Chirico, Prisco De Vivo, Raffaella Della Olga, Marcello Diotallevi, Marisa Facchinetti, Fernanda Fedi, Luc Fierens, Giovanni Fontana, Claudio Francia, Davide Galipò, Delio Gennai, Gino Gini, Marco Giovenale, Nicolò Gugliuzza, Silvana Leonardi, Ruggero Maggi, Lucia Marcucci, Giorgio Moio, Gi Morandini, Massimo Mori, Chiara Mulas, Gianluca Panareo, Enzo Patti, Serge Pay, Rosa Pierno, Lamberto Pignotti, Cristina Ruffoni, Lucia Sapienza, Sarenco, Carlo Alberto Sitta, Arrigo Lora Totino, Piero Varroni, Donatella Vici, Emiliano Zucchini.

Fondazione Berardelli – Brescia, 06 novembre 2021 – 31 gennaio 2022

A FIOR DI PELLE / ON THE SKIN

21 giovedì Ott 2021

Posted by Lucia Marcucci in Scrittura

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

Le mie opere si susseguono per più di mezzo secolo ma, per tutto questo tempo, ho mantenuto invariato il “manifesto” della poetica che è sempre la stessa. In soldoni: prendo a piene mani i materiali dai mass media cambiandoli di segno per rimandare, perfido artificio, il messaggio al mittente; la via lavorativa e il modo di stesura è oltremodo manipolato, mischiato, contaminato e fuorviato tale da costringere il fruitore a una specie di faticosa lettura, così da catturare l’attenzione verso il contenuto/significato che risulta criptato e ammiccante. Con questo modus operandi, ottengo numerose sperimentazioni nelle infinite varianti. Il risultato che ho sempre teso raggiungere, nell’opera completa, si concretizza attraverso un processo tecnicamente abbastanza complicato in quanto avvalso di procedimenti misti, tempi lunghi e brevi, colle e frammenti, stoffe e carte, colori plastici e processi tipografici, e chi più ne ha, più ne metta.

Alcune opere risultano estremamente cariche di ironia, altre hanno un contenuto simbolico e amaro, altre ancora gioiose e fascinose. Una mia fonte assai abbondante di utilizzo sono i cartelloni pubblicitari con i loro colori tesi a colpire l’occhio e a convincere della bontà reclamizzata: i miei lavori, nella loro finitezza, stravolgono i significati, i contenuti e le tentazioni – anch’esse rovesciate e contrastate – e denunciano, così sperando, la volgarità e la prepotenza della persuasione occulta. Cerco di smaliziare il consumatore, di favorirgli una chiave di lettura per una scelta critica, insomma la mia opera d’arte non è solo fine a se stessa ma si rivolge al pubblico in un tentativo etico. E’ una speranza (se nell’insieme, l’operato ha colto nel segno) che mi può confortare della fatica assidua, nella ricerca ostinata dell’utilità di tutta l’opera, per la dedizione totale che ho profuso all’arte in un costante percorso, talvolta anche pericoloso, che ho immesso nel mio, ormai lungo, cammino di vita.

Lucia Marcucci nel suo studio

My works follow one another for more than half a century but, for all this time, I have kept unchanged the “manifesto” of poetics which is always the same. In a nutshell: I take the materials from the mass media with both hands, changing them in order to send the message back to the sender, perfidious artifice; the way of work and the way of writing is extremely manipulated, mixed, contaminated and misleading such as to force the user to a kind of strenuous reading, so as to capture attention to the content/meaning that is encrypted and alluring. With this modus operandi, I get numerous experiments in infinite variations. The result that I have always aimed to achieve, in the complete work, is realized through a technically quite complicated process as it makes use of mixed procedures, long and short times, glues and fragments, fabrics and papers, plastic colors and typographic processes, and so on, it has, more.

Some works are extremely full of irony, white others have a symbolic and bitter content, and others still joyful and fascinating. A very abundant source of my use are advertising billboards with their colors aimed at striking the eye and convincing the advertised goodness: my works, in their finitude, distort meanings, contents and temptations – also overturned and opposed – and hopefully denounce the vulgarity and arrogance of occult persuasion. I try to smalize the consumer, to favor him with a key to reading for a critical choice, in short, my work of art is not just an end in itself but is aimed at the public in an ethical attempt. It is a hope (if, overall, the work has hit the mark) that can comfort me from the assiduous effort, in the obstinate search for the usefulness of the whole work, for the total dedication that I have lavished on art in a constant path, sometimes even dangerous, that I have entered into my, now long, journey of life.

Firenze, febbraio 2014

© Riproduzione riservata

IN FIERI (Il volo della Sciamana) – 36

09 sabato Ott 2021

Posted by Lucia Marcucci in Scrittura

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

Stupefacente! Una vecchia signora aveva la psicosi delle microspie installate nella sua casa, nel pianerottolo e nell’ascensore… si sentiva perseguitata da microscopici occhi che non la lasciavano mai, perfino in strada la seguivano in tutti i suoi movimenti. Era terrorizzata; morì pazza in un letto d’ospedale con una quantità indescrivibile di cimici a farle compagnia. Stupefacente! Si dà il caso che nell’odierno contesto una quantità massiccia di cittadini, militari, politici, clericali, finanzieri, banchieri, imprenditori ma anche gente comune, siano quotidianamente spiati attraverso le telefonate dei cellulari, degli apparecchi fissi, dai computer, dalle telecamere in tutti gli angoli delle strade, ecc., ci possiamo domandare perché? Oppure è una domanda oltremodo ingenua? Quanto costa tale attività? Certamente una cifra altissima! Possiamo immaginare una moltitudine di personale specializzato impiegato giorno e notte in questo lavoro, quali fantasmi evanescenti e silenziosi, intenti a captare i nostri discorsi, i nostri sospiri, gli amori e le disperazioni, le banalità e i reati, l’evasione fiscale e le imprecazioni cazzose, la risata sonora e l’ansimare del maniaco della sega. Altre bande intente a succhiare soldi attraverso numeri civetta e sempre tramite i cellulari. Le attività a delinquere non si contano più, sempre più fantasiose e odiose. Ma che bella compagnia, la vita si fa molto interessante e i sentierini a trabocchetto non si contano. Che nostalgia dei neri pozzi sotto o prima dell’altare che si aprivano inghiottendo in un attimo il malcapitato facendo passare il suo corpo in un turbinio di lame taglienti come rasoi! Ad maiora.

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IN FIERI (Il volo della Sciamana) – 35

25 sabato Set 2021

Posted by Lucia Marcucci in Scrittura

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

Fuori dal centro della città, nella prima periferia Leopoldina di Firenze, in primavera e in autunno, dai giardini si sprigiona un intenso profumo di Olea fragrans che invade le strade dalle belle case ottocentesche, solide e severe. E’ un profumo inebriante, caldo, materico che attenua e copre qualsiasi altro odore, penetra in profondità e molto piacevolmente, i sensi. Chi percorre quelle strade sia a piedi sia in bicicletta è inondato dagli effluvi che solleticano le narici e fanno sognare berceaux con bei fiori in quantità; la fioritura autunnale è più sobria di quella primaverile, quasi più raffinata, adatta ai fruitori sofisticati ed esigenti. Esulta ma senza odore, il Cielo stellato, un tipo di Aster meraviglioso che riproduce con le sue infiorescenze, i suoi boccioli e le sue foglie, la volta celeste. La sciamana è stordita dagli impulsi procuratele da tutte queste sollecitazioni; prostrata, si libra stancamente nel suo volo verso il tramonto.

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IN FIERI (Il volo della Sciamana) – 34

09 giovedì Set 2021

Posted by Lucia Marcucci in Scrittura

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

C’è un buco nero nel microcosmo cerebrale che impegna gli scienziati da oltre cinque secoli a cominciare dagli alchimisti e poi, via via, ai super studiosi di oggi, ma ancora non sono arrivati a definirlo; qualcuno ipotizza un rapporto strettissimo con l’universo dove i buchi neri sono individuati come l’implosione di una stella e/o di una galassia. Sarà ma il mio buco nero mi impressiona assai anche se è infinitamente microscopico; forse è la milionesima parte di un nucleo di atomo. Mi impressiona perché nel mio cervello è riprodotto l’universo, le particelle di materia sono fra loro distanti come fra stella e stella, perciò è comprensivo di vari buchi neri. Le galassie mi vanno da un orecchio all’altro, dal naso alla nuca, dalla bocca alla fronte; il tempo, misurato in rapporto al macrocosmo, sarà anch’esso di zero-dieci milionesimi di nani secondi! Che schifo meraviglioso! Non solo il cervello ma tutta la materia di cui siamo composti è così: atomi, nuclei, particelle, neutroni, protoni, ecc. distanze intergalattiche e dio che spazia anche lì. Può darsi che ci siano anche gli arcobaleni e gli sciamani che tentano di andarci sopra con la loro mitica scala.

© Riproduzione riservata

Letteratura e pubblico – Dibattito del II Convegno di Abbazia

26 giovedì Ago 2021

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, la battana, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

È forse un caso che in molti paesi ci si ponga contemporaneamente il problema di cambiare i veicoli tradizionali della poesia? Sugli ultimi sviluppi della situazione si organizzano dibattiti e mostre, convegni e tavole rotonde. Nel corso di uno di questi incontri si è chiesto se il fine di queste operazioni di avanguardia fosse per caso il museo: è stato ribattuto che questo non è un problema, o meglio, non è il “vero problema”.

Infatti c’è una viva agitazione in giro, che non fa certamente pensare a quel tipo di collocazione. Anzi l’impostazione del problema si pone proprio all’opposto e cioè la possibile funzionalità dell’arte nell’attuale contesto. E’ ovvio che l’istituzione del museo ne ha deviato, isolando, da più di un secolo, la sua naturale e reale funzione, favorendone semmai la riproducibilità e il consumo a livelli di élite e spostandone il linguaggio referenziale.

Siamo ora di fronte a una vera e propria crisi del sistema che va superata attraverso concrete riforme del settore.

Una delle difficoltà della situazione presente è costituita dalla peculiarità di talune affermazioni e di talune sperimentazioni che possono deviare l’attenzione e spostare il problema verso soluzioni e ricerche convenzionali di analisi linguistica.

Tra gli interessi che alcune avanguardie dimostrano di affrontare sincronicamente, per una non rigida compartimentazione delle discipline estetiche e del linguaggio, mi pare che possa essere considerato più vicino alle attuali esigenze di consumo e di comunicazione il fenomeno della poesia tecnologica.

La Battana, numero 9-10 (1966)

E’ un’operazione di trapianto e come ben sappiamo tali operazioni sono fra le più delicate. Infatti il grande ostacolo in genere è costituito dalla reazione che l’istituzione mette in atto per respingere ogni materia alloctona. Dunque non resterebbe altro che aspettare la naturale assimilazione? Ma c’è una alternativa: rafforzare i piani di rilancio e di potenziamento; da un lato la qualificazione dell’offerta, ossia la capacità di comunicazione attraverso un impegno più vivo e coordinato di tutti gli operatori di poesia, dall’altro il rafforzamento della capacità di competizione sul piano nazionale internazionale mediante azioni propagandistiche.

E anche: visto e considerato che l’arte è sottoposta come ogni altra cosa alle variazioni del mercato e di conseguenza i linguaggi, essendo composti da una pluralità di segni, variano a seconda del plusvalore da essi acquistato in relazione a un certo numero di interpreti, si può considerare che il veicolo capace di assumerne l’esemplificazione deve per forza passare attraverso le forme più significative della civiltà attuale, cioè deve fare i conti con i progressi tecnologici e con tutti i canali della comunicazione di massa.

Saltate le categorie logiche e etiche convenzionali che riflettono la fiducia nell’oggettivo esistere del mondo, della sua conoscibilità, nel sicuro esigere un ordinamento morale e sociale, l’ultimo atto di affermazione possibile non è che un sistema di linguaggio poetico, dove si realizzi senza residui l’esperimento e giunga a capovolgersi, quindi a esemplificarsi, il senso generale, paradossale del vivere umano.

Ora una particolarità di queste operazioni sta nella minuziosità dell’osservazione, da parte del poeta, delle vicende tecniche, da trattato specializzato, che non può essere tacciata di “deviazione professionale” ma semplicemente di accorgimento agli eventi.

E’ prevedibile infatti che l’esponibilità di un’opera d’arte venga sempre più ridotta se non continuamente aggiornata alle possibilità tecnologiche in divenire. E, se l’arte è scandalo, non è da poco scandalizzare oggi il fruitore!

Se la libertà dell’uomo è nel possesso dei mezzi produttivi, la libertà del poeta è nel possesso degli stessi mezzi relazionati.

Il contrasto tra le scienze è diventato l’argomento di fondo della nostra cultura, ma è forse un contrasto tra la conservazione e il progresso?

Un modo soggettivo di vedere le cose e la trascuratezza per la scienza e la tecnologia: è il paraocchi di molti di noi.

Lucia Marcucci

La Battana, numero 9-10 – Fiume, ottobre 1966

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IN FIERI (Il volo della Sciamana) – 33

10 martedì Ago 2021

Posted by Lucia Marcucci in Scrittura

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

Il tempo scorre inesorabile, i detriti della materia in disfacimento si accumulano ai margini per poi sprofondare piano, pressati dal loro stesso peso. Il Borgo presto sparirà e le sue macerie saranno ricoperte dalla vegetazione: il ciclo della sua vita è finito, la terra se lo riprenderà teneramente. Anni addietro fu pieno di vita e di avvenimenti: pochissimi abitanti ma agguerriti e pieni di temperamento si combattevano fra loro con inventiva e qualcuno anche con spiccato senso dell’umorismo. Erano di provenienza eterogenea: inglesi, australiani, svizzeri, americani, italiani di varie città, dieci locali e gatti, cani, gallinacei, maiali, i conigli venivano acquistati nei dintorni… Avevano un’associazione “Amici di C. di F.“ che era il focolaio di tutte le battaglie.
Anche i pochi che ne erano fuori, altrettanto pugnaci, avevano il loro bel d’affare nel tenere le fila degli spargimenti di materiale cartaceo giudiziario. L’attenzione, sempre vigile, risultava di un interesse unico, capace di divertire il pubblico abituato a una grande città e più smaliziato: in quel luogo super felice gli accadimenti erano talmente concentrati, stupefacenti e umanamente meschini da deliziare i palati più raffinati. L’infanzia si protraeva fino all’età di mezzo e oltre; padri, madri e nonni la facevano perennemente da patriarchi, giungendo spesso ai cent’anni. Alcuni figli più implumi degli altri si disperavano alle frequenti lacrime delle madri rimaste vedove e a loro volta orfane, il tutto condito da risentimenti alternati con lugubri ritrosità e scoppi d’ira. Si sapeva tutto di tutti, la commedia infinita era spassosa e ricca di colpi di scena. Il quieto vivere bandito: si scendeva in blocco nell’arena della vita… piccola, piccola ma estremamente avvincente.

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IN FIERI (Il volo della Sciamana) – 32

29 giovedì Lug 2021

Posted by Lucia Marcucci in Scrittura

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

Nel racconto spesso si cela il rifugio del vagabondare in cretini aforismi e sentenze mascherate da ironia banale. Come ci caschiamo non c’è detto, ci caschiamo, ed è tutto qui. Se non indulgi nella narrativa, gira e rigira non sai come cavartene, è un grosso guaio: difficile uscirne. Il serpente si morde la coda; spesso e volentieri, la contraddizione è perennemente dietro l’angolo (che noia quest’angolo). Quale sotterfugio lo scribacchino può escogitare? Stare senza scrivere: banale! Oppure scrivere e subito cancellare. La narrativa notturna prevale per ore ma svanisce al far del giorno. In poche righe è citato due volte il serpente, l’ironia, il banale, l’angolo: perché mai? La stasi è palude e sabbia mobile, è come affondare piano piano, con tutta la consapevolezza del non ritorno.

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Lucia Marcucci – Poesia Visiva

La mia poetica consiste, attraverso la parola e il segno, nella rielaborazione letteraria e pittorica, ma soprattutto critica, dei mass media (immagini, slogans, linguaggi variamente persuasori e mistificatori del sistema sociale contemporaneo).

My poetics consists, through the word and the sign, in the literary and pictorial, but above all critical, reworking of the mass media (images, slogans, variously persuasive and mystifying languages ​​of the contemporary social system).

Ma poétique consiste, à travers le mot et le signe, dans le remaniement littéraire et pictural, mais surtout critique, des médias de masse (images, slogans, langages diversement persuasifs et mystifiants du système social contemporain).

Meine Poetik besteht mittels Wort und Zeichen aus der literarischen und bildnerischen, vor allem aber kritischen Aufarbeitung der Massenmedien (Bilder, Parolen, unterschiedlich überzeugende und mystifizierende Sprachen des zeitgenössischen Gesellschaftssystems).

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