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Le mie opere si susseguono per più di mezzo secolo ma, per tutto questo tempo, ho mantenuto invariato il “manifesto” della poetica che è sempre la stessa. In soldoni: prendo a piene mani i materiali dai mass media cambiandoli di segno per rimandare, perfido artificio, il messaggio al mittente; la via lavorativa e il modo di stesura è oltremodo manipolato, mischiato, contaminato e fuorviato tale da costringere il fruitore a una specie di faticosa lettura, così da catturare l’attenzione verso il contenuto/significato che risulta criptato e ammiccante. Con questo modus operandi, ottengo numerose sperimentazioni nelle infinite varianti. Il risultato che ho sempre teso raggiungere, nell’opera completa, si concretizza attraverso un processo tecnicamente abbastanza complicato in quanto avvalso di procedimenti misti, tempi lunghi e brevi, colle e frammenti, stoffe e carte, colori plastici e processi tipografici, e chi più ne ha, più ne metta.

Alcune opere risultano estremamente cariche di ironia, altre hanno un contenuto simbolico e amaro, altre ancora gioiose e fascinose. Una mia fonte assai abbondante di utilizzo sono i cartelloni pubblicitari con i loro colori tesi a colpire l’occhio e a convincere della bontà reclamizzata: i miei lavori, nella loro finitezza, stravolgono i significati, i contenuti e le tentazioni – anch’esse rovesciate e contrastate – e denunciano, così sperando, la volgarità e la prepotenza della persuasione occulta. Cerco di smaliziare il consumatore, di favorirgli una chiave di lettura per una scelta critica, insomma la mia opera d’arte non è solo fine a se stessa ma si rivolge al pubblico in un tentativo etico. E’ una speranza (se nell’insieme, l’operato ha colto nel segno) che mi può confortare della fatica assidua, nella ricerca ostinata dell’utilità di tutta l’opera, per la dedizione totale che ho profuso all’arte in un costante percorso, talvolta anche pericoloso, che ho immesso nel mio, ormai lungo, cammino di vita.

My works follow one another for more than half a century but, for all this time, I have kept unchanged the “manifesto” of poetics which is always the same. In a nutshell: I take the materials from the mass media with both hands, changing them in order to send the message back to the sender, perfidious artifice; the way of work and the way of writing is extremely manipulated, mixed, contaminated and misleading such as to force the user to a kind of strenuous reading, so as to capture attention to the content/meaning that is encrypted and alluring. With this modus operandi, I get numerous experiments in infinite variations. The result that I have always aimed to achieve, in the complete work, is realized through a technically quite complicated process as it makes use of mixed procedures, long and short times, glues and fragments, fabrics and papers, plastic colors and typographic processes, and so on, it has, more.

Some works are extremely full of irony, white others have a symbolic and bitter content, and others still joyful and fascinating. A very abundant source of my use are advertising billboards with their colors aimed at striking the eye and convincing the advertised goodness: my works, in their finitude, distort meanings, contents and temptations – also overturned and opposed – and hopefully denounce the vulgarity and arrogance of occult persuasion. I try to smalize the consumer, to favor him with a key to reading for a critical choice, in short, my work of art is not just an end in itself but is aimed at the public in an ethical attempt. It is a hope (if, overall, the work has hit the mark) that can comfort me from the assiduous effort, in the obstinate search for the usefulness of the whole work, for the total dedication that I have lavished on art in a constant path, sometimes even dangerous, that I have entered into my, now long, journey of life.

Firenze, febbraio 2014

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