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LUCIA MARCUCCI

LUCIA MARCUCCI

Archivi tag: Poesia Visiva

Il fidanzato in fuga

17 sabato Ott 2020

Posted by Lucia Marcucci in Opere

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Visual Poetry

Il fidanzato in fuga (1964) | collage su cartoncino | cm 35×25

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© Riproduzione riservata

ON HER VISUAL POETRY – SULLA SUA POESIA VISIVA

10 sabato Ott 2020

Posted by Lucia Marcucci in Scrittura

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Tag

Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

La poesia visiva è una nuova forma di linguaggio derivata dai massicci incitamenti dei media al consumo, dai molti vincoli della nostra società capitalista, dalle informazioni accumulate con le quali siamo bombardati e ridotti in schiavitù incessantemente attraverso forme e abitudini imposte. La creazione di questo nuovo linguaggio che ha riappropriato di modelli magmatici e alienanti per opporsi a loro, per compiere un’azione di guerriglia intorno, dentro e contro di loro, ha permesso di riprendere una consapevolezza critica della realtà attraverso un’operazione politica.

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Il mio lavoro è iniziato con la manipolazione di slogan e immagini raccolte da manifesti e pubblicità, creando contromisure nello stile dei poster da parete, scrivendo esclamazioni sulle pagine dei giornali, prese in prestito dai fumetti dei cartoni animati. Le immagini femminili sono spesso utilizzate nel mio lavoro, con un cambio di “segno” calcolato per irritare l’abituale guardone, abituato ad assumere la riproduzione delle immagini delle donne come consumo di bellezza. Ho continuato questa operazione usando le immagini della scultura classica, corrose e quasi decadute dal tempo, o intagli gotici consumati, apponendo una frase ironica per decontestualizzare l’immagine e creare un messaggio inaspettato.

Poi sono passata al collage, usando l’impronta del corpo femminile e la scrittura: l’impronta come feticcio o come mito del mondo dell’impurità e/o della purezza tecnologica; l’applicazione della scrittura come rinascita di una poesia impropria, contaminata e compromessa con i “ricordi” di una cultura data e acquisita. L’impronta del corpo è un’espressione di disagio, ansia e disagio con l’ingombro materiale e naturale che possediamo e che dobbiamo muoverci e mettere ovunque. La presenza corporale dell’artista nel contesto politico della massa del pubblico: la sua testimonianza grezza e non coltivata in quanto tale, per quanto riguarda le costruzioni culturali del suo ambiente circostante. Il corpo e gli archi del trionfo, il corpo e il grattacielo, il corpo e il libro, il corpo e la scultura, il corpo e la fotografia del corpo, il corpo e l’eroe, il corpo e il paesaggio modificato della “cultura animal “: uomo e tecnologia.

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Il messaggio è formulato attraverso un nuovo codice, attraverso l’iterazione di elementi che devono coesistere: materia, immaginazione e tecnologia. Quindi le opere della poesia visiva non procedono dalla letteratura o dalla pittura, ma come arte autonoma fuori dal conflitto dell’uomo con i mass media.

Lucia Marcucci

The Paris Review – New York – Spring 1979

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Visual poetry is a new form of language sprung from the media’s massive incitements to consumption, from the many constraints of our capitalist society, from the accumulated information with which we are bombarded and enslaved ceaselessly through imposed forms and habits. The creation of this new language which has reappropriated magmatic, alienating models to oppose them, to carry out a guerilla action around, within and against them, has made it possible to resume a critical awareness of reality through a political operation.

My work began with the manipulation of slogans and images collected from posters and publicity, making counter-manifestos in the style of wall- posters, writing exclamations on newspaper pages, borrowed from the speech-balloons of cartoons. Female images are often used in my work, with a change of “sign” calculated to irritate the habitual voyeur, accustomed to assuming the reproduction of women’s images as a consumption of beauty. I continued this operation by next using the images of classical sculpture, corroded and almost decayed by time, or gothic carvings eaten away, apposing an ironic phrase to decontextualize the image and create an unexpected message.

Then I moved on to collage, using the imprint of the female body and writing: the imprint as fetish or as myth of the world of impurity and/or of technological purity; the application of writing as a revival of an improper poetry, contaminated and compromised with the “memories” of a given and acquired culture. The imprint of the body is an expression of unease, anxiety and discomfort with the natural, material encumbrance we possess and have to move about and put everywhere. The bodily presence of the artist in the political context of the mass of the public: its raw, uncultivated testimony as such, with regard to the cultural constructions of its surrounding environment. The body and the arches of triumph, the body and the skyscraper, the body and the book, the body and sculpture, the body and the photograph of the body, the body and the hero, the body and the modified landscape of the “cultural animal”: man and technology.

The message is formulated through a new codex, through the iteration of elements which must coexist: matter, imagination and technology. Hence the works of visual poetry do not proceed from literature or from painting, but as an autonomous art out of the conflict of man with the mass media.

Lucia Marcucci

The Paris Review – New York – Spring 1979

© Riproduzione riservata

Meglio una poesia

03 sabato Ott 2020

Posted by Lucia Marcucci in Opere

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Visual Poetry

Meglio una poesia (2004) | acrilici su tela stampata | cm 90×110

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© Riproduzione riservata

DIOR – Sfilata prêt-à-porter Primavera-Estate 2021 – La scenografia

30 mercoledì Set 2020

Posted by Lucia Marcucci in Eventi

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Dior, Lucia Marcucci, Maria Grazia Chiuri, Poesia Visiva, Visual Poetry

“Le idee interrompono la monotonia della vita1.”

Per Maria Grazia Chiuri, ogni collezione è il risultato di una riflessione concettuale su più livelli. Coesistono contemporaneamente la realizzazione della collezione, la definizione dell’allestimento della sfilata e il desiderio, ora più che mai, di produrre storie in grado di esprimere ciò che ha plasmato il processo creativo.

La connessione con la poesia visiva, in particolare quella dell’artista Lucia Marcucci, una delle personalità più emblematiche della sperimentazione avanguardista italiana, ha segnato la nascita di una disciplina unica.

Le parole e le riflessioni dell’artista legate all’immagine femminile vengono perfettamente catturate nel collage. Questa tecnica, particolarmente cara alla Direttrice creativa delle collezioni da donna di Dior, rievoca anche il saggio di Germano Celant “To Cut is To Think”, a cui si fa riferimento nella collezione. Il testo si impone come un manifesto, che riflette l’esigenza di mettere in discussione, in questo periodo singolare, il linguaggio della moda.

L’opera Vetrata di poesia visiva, che Lucia Marcucci ha ideato come installazione sul posto, trasforma l’ambiente della sfilata in un maestoso palco punteggiato di immense scatole di luce, richiamando la dimensione sacra delle finestre con vetrate colorate delle cattedrali gotiche. Le finestre contemporanee con vetri colorati di Lucia Marcucci si compongono di immagini tratte da riviste che dialogano con importanti opere della storia dell’arte, da Giotto a Piero della Francesca, da Georges de La Tour a Claude Monet, creando associazioni che mettono l’artista al centro del dibattito sul nuovo femminismo e la comunicazione al cuore della rivoluzione digitale.

1 Susan Sontag, Rinata. Diari e taccuini, 1947-1963.

https://secure.massmotionmedia.com/onedior/projects/dior_defile_pe2021_sceno/videos/20200929130454_960x540_1300_ef142610-a7bd-4b8a-9a7b-3c98136859bc.mp4

She-Bam Pow POP Wizz! The Amazons of POP

30 mercoledì Set 2020

Posted by Lucia Marcucci in Eventi

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, MAMAC, Poesia Visiva, Visual Poetry

In the early 1960’s, paper heroines emerge from the comics plates to explore a forbidden world. Their names are Barbarella, Jodelle, Pravda la survireuse (Pravda the motorized survivor)… They are free, powerful and sensual such as the Amazons. Born out of a teenage culture, they emboy a new ideal that will be the starting point for an unprecedented social and sexual revolution.

Besides these paper representations, other heroines, very real ones, take a part in the invention of a new artistic language – undoubtedly the most popular one of the second half of the 20th century: the Pop Art. Their works, like comic books, are full of vibrant rainbow colours. Through various ways, they envision a different world, with dreamed forms and bet on the construction of a better world rather than on an artificial amnesia of the dark hours of the past. Until 1973, the progressive future seem reachable (sexual emancipation, social rights, pacifism, extraterrestrial imaginations, etc.), and their works proclaim it: Love is All We Need! However, the artists are fully aware of the obstacles that litter this time capsule from 1961 to 1973, particularly with the imperialist wars, geopolitical polarities, the frantic race for consumption, etc. In this sense, the Amazons of Pop become complex, creaky … and tinged with raging humour.

For the first time on this scale, She-Bam Pow POP Wizz! tells us the open story of a generation of European and North American women who contributed with bold and flamboyance, to a less famous side of international Pop Art. For MAMAC 30th anniversary, this exhibition highlights a major axis of its collection – the face to face between New Realism and Pop Art – and one of its charismatic figures: the Franco-American artist Niki de Saint Phalle. In her wake, it is the essential contribution of female artists to Pop Art history that is shown here.

Artists and Amazons: Evelyne AXELL, BARBARELLA, Brigitte BARDOT, Marion BARUCH, Pauline BOTY, Martine CANNEEL, Lourdes CASTRO, Judy CHICAGO, CHRYSSA, France CRISTINI, Christa DICHGANS, Rosalyn DREXLER, Giosetta FIORONI, Jane FONDA, Ruth FRANCKEN, Ángela GARCÍA, Jann HAWORTH, Dorothy IANNONE, JODELLE, Jacqueline DE JONG, Sister Corita KENT, Kiki KOGELNIK, Kay KURT, Nicola L., Ketty LA ROCCA, Natalia LL., Milvia MAGLIONE, Lucia MARCUCCI, Marie MENKEN, Marilyn MONROE, Louise NEVELSON, Isabel OLIVER CUEVAS, Yoko ONO, Ulrike OTTINGER, Emma PEEL, PRAVDA la survireuse, Martha ROSLER, Niki de SAINT PHALLE, Carolee SCHNEEMANN, Marjorie STRIDER, STURTEVANT, Hannah WILKE, May WILSON.

Lucia Marcucci – Whop! (1970) © Riproduzione riservata

This exhibition has been recognized of national interest by the Ministry of Culture. As such, it receives exceptional financial support from the State.

During the month of October 2020 on awarewomenartists.com you will find focuses 3 times a week on the artists of the exhibition She-Bam Pow POP Wizz! Les Amazones du Pop, thanks to the partnership with AWARE (Archives of Women Artists, Research and Exhibitions).

Exhibition curator:

Hélène Guenin, director of MAMAC & Géraldine Gourbe, philosopher, art critic and curator

MAMAC – Nice (France) 03 October 2020 – 29 Août 2021

“The Dior Spring-Summer 2021 Show”

29 martedì Set 2020

Posted by Lucia Marcucci in Eventi

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Dior, Lucia Marcucci, Poesia Visiva

“Coazione a mostrare” Omaggio a Romana Loda

27 domenica Set 2020

Posted by Lucia Marcucci in Eventi

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Ketty La Rocca, Lucia Marcucci, Mirella Bentivoglio, Poesia Visiva, Raffaella Perna, Romana Loda, Scrittura, Tomaso Binga, Visual Poetry

Le gallerie bresciane Galleria dell’Incisione e APALAZZOGALLERY rendono omaggio con due mostre parallele a Romana Loda, coraggiosa gallerista scomparsa nel 2010, che dagli anni Settanta ha svolto a Brescia un ruolo fondamentale nella valorizzazione dell’arte femminile.

“Le sue scelte curatoriali — scrive in catalogo Raffaella Perna — hanno contribuito a denunciare l’assenza delle donne nel contesto dell’arte italiana, e a porre in evidenza come tale emarginazione non fosse un dato naturale e immutabile, ma, viceversa, fosse legata a precise condizioni storiche, sociali e culturali”.

Prendendo spunto da “Coazione a mostrare”, prima mostra di sole donne organizzata da Romana Loda nel 1974, la Galleria presenta una scelta di lavori storici di:

Mirella Bentivoglio, Tomaso Binga, Carla Cerati, Betty Danon, Amelia Etlinger, Elisabetta Gut, Ketty La Rocca, Lucia Marcucci, Verìta Monselles, Gina Pane, Berty Skuber.

Lucia Marcucci – Ma opere di bene (1972) © Riproduzione riservata

Una selezione di artiste “che hanno esposto nelle numerose mostre curate da Loda, in spazi pubblici e privati o nella sua galleria, e che con lei hanno condiviso progetti artistici e spesso esperienze di vita. Ma che soprattutto, come lei, hanno avvertito l’urgenza di impegnarsi fino in fondo nel mondo dell’arte, in un momento storico in cui in Italia essere donna e artista, come confida Ketty La Rocca a Lucy Lippard nel 1975, era ancora «di una difficoltà incredibile»”.

Le mostre sono accompagnate da un catalogo con testo di Raffaella Perna.

INAUGURAZIONE: Sabato 3 ottobre 2020, ore 18:00

Brescia 03 ottobre — 25 novembre 2020

IN FIERI (Il volo della Sciamana) – 12

26 sabato Set 2020

Posted by Lucia Marcucci in Scrittura

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

Una storia sugli onorevoli faccendieri concertisti delle banche, meglio forse sui burattini dei governi nella Commissione Europea, oppure sui tanti debitori che aspettano un tesoro da riportare in superficie dalle profondità recondite dei mari del Sud? Sarebbe auspicabile e più interessante aggirarsi in Tanzania fra le furbe scimmie rosse che hanno inventato una strategia per aprire i cassonetti nella periferia della città? O, in mancanza di meglio, scorrere freneticamente, ma che dico, navigare ancor più freneticamente che mai su internet ? Chi sceglie con me di camminare in un sentierino su per le colline di Alba in cerca di funghi e tartufi? Sono gli ultimi giorni di Pompei ed Ercolano: per sentieri obsoleti, bruciati, asfaltati, illuminati da palle iridescenti, incontri l’onorevole con il trapianto e la settantenne labbrosa, la famigliola multietnica e il palestrato sconvolto dalla palestra chiusa per ferie che sobbalza a ogni improbabile fruscio e, se vuoi rabbrividire, il kamikaze in riposo settimanale ma, chissà perché, largo e grosso di circonferenza vita. Melpòmene è dietro l’angolo ma nei sentieri non c’è mai l’angolo: si trova orrendo e tragico nella città ché mai puoi sapere cosa t’ aspetta. Di notte vedi un bagliore: il piromane svelto scappa sullo scooter e dal cassonetto puzzolente escono le fiamme che si propagano in un lampo alle auto in sosta forzata una accanto all’altra e cominciano le esplosioni; la gente urlante dalle finestre, il fumo, non vedi più nulla. Non mettendo in conto i massacri mediatici ci aspettiamo un futuro da incubo oppure del tutto umoristico cambiando il dramma in commedia anzi in una pièce ancora più leggera e leggiadra. E il tempo passa sveltissimo, te ne accorgi guardando un film con un giovane attore e più tardi, dopo una mezz’ora, un altro film con lo stesso attore ma ormai vecchio realmente, non con il trucco! Repentino, subitaneo, istantaneo. In Tasmania le foche sono perseguitate e mangiate dagli squali bianchi; le scimmie non sono rosse e neanche furbe. Gli attori sono giovani e vecchi allo stesso tempo. Europa, Asia, America, Oceania, quanti nomi propri e impropri, simili e diversi, straordinari e buffissimi evocanti paesaggi di sogno e orrendi abissi di morte o paradisi terrestri. Degli extraterrestri ne parlerò in seguito.

© Riproduzione riservata

Colpo di vento e di fortuna

23 mercoledì Set 2020

Posted by Lucia Marcucci in Opere

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Visual Poetry

Colpo di vento e di fortuna (1999) | acrilici su tela stampata | cm 130×90

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© Riproduzione riservata

IN FIERI (Il volo della Sciamana) – 11

19 sabato Set 2020

Posted by Lucia Marcucci in Scrittura

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

L’altopiano di Giza con le piramidi consunte dal turismo più caciarolo, fa bella foggia di sé da ormai moltissimi anni. Manipolando alcune panoramiche e alcune notizie si giunge alla tomba di Osiride piuttosto in fretta e ci meravigliamo che sia immersa completamente nell’acqua come nella placenta materna, cosicché ci viene in mente la vita e la morte, un circolo oltretomba e oltremodo vizioso come l’ouroboros! Cheope, Chefren, Micerino e la Sfinge: andiamo in un paese e ci innamoriamo delle impressioni oculari, senza approfondire granché ma apprendendo soltanto i racconti degli operatori turistici e in sostanza neanche quelli. Elaboriamo le tantissime fotografie scattate fra un turista americano e uno tedesco, fra il torero in vacanza e il boss in cerca di avventure, fra la signora in bianco e la puttana decorata dall’oro guadagnato, fra il prete copto e l’imam strascicati nei pullman a prezzo turistico. In America il guanaco delle Ande meridionali sputa tranquillo sopra qualsiasi cineasta ma le riprese sono sempre pulite da tracce di saliva; non così si salvano le altre riprese: la confusione è assicurata. Si mischiano le carissime bistecche di balena del Giappone con le foche della Lapponia, il Circolo Polare artico con l’Equatore, la Sirenetta di Amsterdam con il Colosseo, il cane cinese scuoiato con l’osso buco milanese, il primo ministro inglese con il mafioso della Sicilia, la crociera nel mare delle Baleari con le corse in slitta del Canada: la presenza del caos è tangibile anche perché le datazioni si accavallano nei giorni, nei mesi e negli anni. Archiviare tutte le informazioni, incasellarle con ordine, le dia con le digitali, i fotomontaggi con le panoramiche tridimensionali, i dvd, i cvc, i gvg, bvb, CD, i floppy, ecc., ecc., che bellissimo pasticcio! Ci mancano i profeti di sventura che giurano sull’ora, sul giorno, sul mese e sull’anno della fine del mondo convinti dal loro piccolo cervello nutrito da una miriade di libri di pessima tiratura che fanno brutta mostra nei loro scaffali di merdoteche. Non ci dimentichiamo i computer con programmi adatti ai romanzieri con cinquantamila frasi fatte pronte all’uso.

© Riproduzione riservata

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Lucia Marcucci – Poesia Visiva

La mia poetica consiste, attraverso la parola e il segno, nella rielaborazione letteraria e pittorica, ma soprattutto critica, dei mass media (immagini, slogans, linguaggi variamente persuasori e mistificatori del sistema sociale contemporaneo).

My poetics consists, through the word and the sign, in the literary and pictorial, but above all critical, reworking of the mass media (images, slogans, variously persuasive and mystifying languages ​​of the contemporary social system).

Ma poétique consiste, à travers le mot et le signe, dans le remaniement littéraire et pictural, mais surtout critique, des médias de masse (images, slogans, langages diversement persuasifs et mystifiants du système social contemporain).

Meine Poetik besteht mittels Wort und Zeichen aus der literarischen und bildnerischen, vor allem aber kritischen Aufarbeitung der Massenmedien (Bilder, Parolen, unterschiedlich überzeugende und mystifizierende Sprachen des zeitgenössischen Gesellschaftssystems).

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