Poesia infinita (1997) | acrilici su carta stampata e intelata | cm 119×85

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25 domenica Set 2022
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Poesia infinita (1997) | acrilici su carta stampata e intelata | cm 119×85

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16 venerdì Set 2022
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Scoiattolo rosso o scoiattolo grigio? I monaci sembrano convinti di essere monaci ma il rosso è in via d’estinzione per il sopraggiungere di quello grigio ed è inutile predicare bene razzolando male anche se sono convinti di essere monaci. Ogni paragone sarebbe puramente casuale: meglio non farlo perché ci potremmo accorgere che c’è ed è terrificante e ormai senza rimedio: i due scoiattoli sono della stessa specie ma di razze diverse! Quello grigio è americano, il rosso inglese ed è il più debole, delicato, abituato alla tranquillità dell’isola; l’altro, giunto da clima e ambiente più ostile è molto aggressivo e forte: uccide senza pietà il rosso che soccombe neanche tanto lentamente. I monaci stanno tentando di proteggerlo ma troppo tardi si sono accorti di questa incompatibilità quando la popolazione dei grigi stava riproducendosi in abbondanza; tutti i rimedi sono falliti, il rosso, fra breve, non ci sarà più.
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06 martedì Set 2022
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Mannaggia… (1972) | collage e tempera su cartoncino | cm 19×22

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27 sabato Ago 2022
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Il primo fra tutti i non esseri in realtà è il poeta, mortale, nutrito di pessimismo, disordinato e pigro, che si genera da sé stesso e anche se la sua materia grigia si fosse voluta separare dal corpo brutto e volgare avrebbe finito col dissolversi e dissiparsi nell’allungamento della logorrea scriptoria, nelle pagine riempite di versi diversi ma ripetitivi, nel coglioneggiamento delle volute neobarocche e insomma sempre neo neo neo. Triste e perennemente alla ricerca del tempo perduto, fuori dalla realtà, avulso dalla contemporaneità, vagamente infelice ché la vera tragedia è di altri, a lui rimangono le briciole di un po’ di tutto, vaga, sempre con il sorrisino mesto, nel limo del sottobosco credendo di vedere di tanto in tanto il sole ma è solo il riflesso sbiadito del vetro di una finestra che si è aperta per caso. Il coraggio gli manca quasi per respirare… ruba piccole composizioni dalle sue memorie scolastiche ed è già un tentativo fuori dell’ordinario: ha osato! Osa! Ma la composizione ricade presto nelle righe e nelle rime rimate monotone, grigie, claudicanti. Il peggio deve ancora arrivare: aspetta il Nobel, presuntuoso di sé e irrimediabilmente cretino, ogni anno trepidante per il premio che non giunge mai, continua imperterrito a scrivere nei suoi fogli senza bordo e senza storia.
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17 mercoledì Ago 2022
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Your vision (2011) | acrilici e collage su tela | cm 50×40

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07 domenica Ago 2022
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A nulla sono valsi i richiami attuati dai libri parlanti della tradizione mandingo, le musiche dei guerriglieri Tuareg della Mauritania e dintorni, il folk urbano quale il fado e il flamenco, i canti tuvani della steppa siberiana, i canti greci, lituani e brasiliani! Tutto ciò non è servito perché l’uomo ha continuato e continua a commettere quantità infinite di errori relativi alla convinzione che la civiltà si raggiunga attraverso la raffinatezza della Techne trascurando l’elaborazione dei codici personali, dando per scontato che la ripetizione accademica sia il miglior modo per impadronirsi della conoscenza e della memoria, volendo procedere con le spalle al sicuro, non tentando minimamente un atto coraggioso di avanzamento sia nella politica sia nell‘arte, puntando unicamente sulla scienza, neanche provando a guardare umilmente le altre forme di cultura molto distanti dalla cosiddetta occidentale. Baldanzoso, presuntuoso e protervo s’incammina per la strada più pericolosa da percorrere: quella ripida della torre d’avorio, che proprio non è più possibile proteggere. Il terrore s’impadronisce di tutti noi, nudi e inermi di fronte al diverso che avanza e ci sommerge… allora montiamo sulla tigre e cavalchiamo sorreggendosi ai pochi pelacci che ancora rimangono alla povera spelacchiata in via d’estinzione!
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27 mercoledì Lug 2022
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40° di poesia (1966) | pennarello su cartello stradale | cm 60 Ø

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18 lunedì Lug 2022
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L’incipit è sempre stato per lo scrittore un vero problema: deve cambiarlo, deve personalizzarlo, deve essere più originale, vario al massimo, inusuale, straordinario, stupefacente, inaspettato, ambiguo tale da solleticare la curiosità, promettente chissà quali trame, accattivante, incantevolmente magico, ammaliante; ogni promessa è un debito! Purtroppo nella maggior parte dei casi tutte queste promesse non sono mantenute e il seguito è una solenne delusione. Lo scrittore deve farci continuamente la sua cruenta battaglia e spesso non risulta vincitore, anzi quasi sempre, soccombe: per la gioia dei lettori, per la pigrizia e per l’invidia dei medesimi. Può darsi che l’avvio sia entusiasmante come: “l’alba di un rosa acceso profumava di verbena… il vento diffondeva piccoli mucchi di petali… il tramonto orlava di cremisi le nuvole all’orizzonte… l’uomo riverso sul davanzale colava sangue dalle orecchie… le grida gioiose delle ragazze si alzavano fino a raggiungere i piani nobili… era intenso l’odore dei cibi a base di pesce… il lento ondeggiare del mare al chiarore della luna… il dio supremo benediceva i fedeli inginocchiati… stando così le cose non abbiamo altro da aggiungere… quanto all’uomo il cui bene coesiste con il male… la folla si spingeva in una folle corsa alla ricerca di un tozzo di pane… il profumo di violetta persisteva immutato”. Lo scrittore ha sfogliato tutti i suoi reperti letterari alla ricerca di ulteriori spunti ma invano riuscirà a cavarsela dignitosamente, di frequente sarà angustiato da un persecutorio dolore di stomaco e da un conseguente alito cattivo. Non sarà confortato dalle vendite consolatorie e dagli indici di ascolto come se fosse, per puro caso, anche uno spiker–performan.
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08 venerdì Lug 2022
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La poesia riscalda il cuore (1997) | collage e acrilici su tela | cm 72×72

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28 martedì Giu 2022
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Uno dei re di Babilonia fu Nabopolassar che è rimasto nella storia per aver istituito un modo particolare di pagamento delle tasse evase anche a quel tempo dalla maggioranza dei sudditi: egli decretò su ogni persona un espediente, si direbbe ora di tipo bancario, che consisteva nel timbrare o marchiare qualsiasi cosa il malcapitato possedesse cosicché anche il minimo scambio veniva registrato a suo nome dopodiché niente poteva sfuggire all’occhio vigile del balzelliere. Questi si moltiplicarono, divennero così numerosi che si pose il problema dell’ulteriore aumento dei tributi per pagare tutta la categoria; i poveri babilonesi marchiati a fuoco e strizzati come stracci non sapevano più a che santo votarsi: molti si gettarono in un fiume limitrofo al regno, altri dall’altissima torre stessa, altri ancora optarono per essere gettati come pasto in bocca ai coccodrilli perché gli eredi avrebbero avuto uno sconto sui balzelli futuri. A tutto questo fece seguito una cruenta guerra contro gli Assiri, ma il popolo così stremato e affamato non reagì più di tanto e si fece sgozzare e crocifiggere quasi non alzando un dito… Nabopolassar fu decisamente sconfitto, le sue immense ricchezze razziate, i suoi dignitari impalati, i villaggi incendiati, le donne violentate. Da tale distruzione passarono molti anni prima che potesse risorgere una qualche parvenza di civiltà, i popoli si integrarono lentamente, e lentamente avvenne quella sincronia di etnie chiamata assiro-babilonese e il capo o meglio il re fu Sennacherib.
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