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Questa mostra vuole rivelare l’incredibile vivacità della creazione artistica in Italia tra il 1960 e il 1975, una situazione artistica poco conosciuta in Francia, ad eccezione di alcuni artisti. L’Italia ha vissuto un periodo particolarmente fertile ed eccezionale dai primi anni ’60 alla metà degli anni ’70, legato indissolubilmente alla ricchezza del cinema e della letteratura di quegli anni. Tuttavia, dalla mostra tenuta al Musée national d’art moderne-Centre Pompidou (Parigi) nel 1981: « Identité italienne. L’art en Italie depuis 1959 » (“Identità italiana. Arte in Italia dal 1959”), curata da Germano Celant (1940-2020), non c’è stata una mostra in Francia che abbia offerto un panorama di questa scena artistica. Vita Nuova: Nouveaux enjeux de l’art en Italie 1960-1975 (Nuove sfide per l’arte in Italia 1960-1975) si propone di colmare questa lacuna storica e di mostrare in modo diverso questi quindici anni di creazione dal 1960, che corrisponde alle prime mostre di una nuova generazione di artisti (nati tra gli anni 1920 e 1940) attivi a Roma, Milano, Torino e Genova, al 1975, anno segnato dalla tragica morte dello scrittore, poeta e regista Pier Paolo Pasolini, di cui ricorre il centenario della nascita nel 2022. Questa nuova generazione di artisti è portatrice di nuovi modi di intendere e fare arte; illustra una forma di vita nuova – titolo preso in prestito dall’omonimo libro di Dante (Vita Nuova) che, pur essendo un’ode all’amore, afferma anche un nuovo modo di scrivere – che attraversa l’arte italiana di questi anni come una ventata di aria fresca e contribuisce al suo riconoscimento internazionale. Quindi, in relazione ai profondi cambiamenti nelle pratiche artistiche internazionali degli anni Sessanta, la cultura italiana è segnata da diverse questioni sociali e politiche che trovano eco nella creazione artistica. Negli anni Sessanta e Settanta, la trasformazione dell’Italia (industrializzazione, boom economico, società dei consumi, sviluppo dei mass media) ha portato a nuove modalità di rappresentazione (pittorica in particolare) che sono state influenzate dal cinema, dalla televisione, dalla stampa e dalla pubblicità, e ha cambiato il modo in cui gli artisti hanno rappresentato il loro tempo. Di fronte a questi sconvolgimenti sociali, alcuni artisti, con una coscienza ecologica, si rivolgono a una forma d’arte della decrescita scegliendo di guardare con attenzione alla natura che rappresentano con materiali primari o artificiali. Consapevoli di questi sconvolgimenti, investono anche il corpo, che appare come un medium che attraversa i processi creativi e coinvolge nuove tematiche partecipative, in particolare nello spazio pubblico. Tutte queste modalità espressive (pittura, scultura, collage, fotografia, video, performance, installazione ambiente) coprono questi anni segnati da impegni collettivi (Biennale di Venezia, Triennale di Milano del 1968) e dall’instabilità politica (attentati di Piazza Fontana a Milano nel 1969, Golpe Borghese (colpo di stato Borghese) a Roma nel 1970). La mostra, che non adotta un punto di vista cronologico ma tematico, è organizzata intorno a tre grandi temi considerati in modo poroso e trasversale per mostrare la circolazione di artisti, forme e idee tra questioni visive, ecologiche e fisiche. Concepita in modo multidisciplinare, la mostra, che riunisce 54 artisti, tra cui 17 donne, e più di 150 opere e archivi provenienti da collezioni private e pubbliche, mostra anche i legami che si sono stabiliti nello stesso periodo tra la creazione visiva, il design, la letteratura e il cinema.

UNA SOCIETA’ DELL’IMMAGINE

Questa prima parte mostra come, durante questi 15 anni, gli artisti hanno rappresentato la società italiana del loro tempo, che era in piena trasformazione: il boom economico degli annI ’60, l’epoca d’oro del cinema italiano e di Cinecittà, la rappresentazione delle donne, l’influenza della TV, la citazione della cultura italiana antica e rinascimentale. Ci porta fino alla fine degli anni ’60, quando la situazione politica del paese diventa instabile (attentati di Piazza Fontana a Milano nel 1969, golpe Borghese a Roma nel 1970, ecc.) Questa sezione sarà accompagnata da estratti di film di Michelangelo Antonioni, Federico Fellini e Pier Paolo Pasolini, ognuno dei quali rivela un aspetto diverso della società italiana degli anni ’60.

Vincenzo Agnetti, Franco Angeli, Gianfranco, Baruchello & Alberto Griffi, Gianfranco Baruchello, Tomaso Binga, Alighiero Boetti, Marisa Busanel, Lisetta Carmi, Luciano Fabro, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Rosa Foschi, Jannis Kounellis, Sergio Lombardo, Ugo Nespolo, Renato Mambor, Lucia Marcucci, Titina Maselli, Fabio Mauri, Pier Paolo Pasolini, Michelangelo Pistoletto, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Cesare Tacchi.

Lucia Marcucci – Miss Viaggio (1965)

INTERPRETARE LA NATURA

Questa seconda parte, che consiste in diverse installazioni di grandi dimensioni, si concentra sul modo in cui gli artisti italiani hanno interpretato la natura dalla prospettiva, per alcuni di loro, di considerazioni ecologiche. La questione dell’uso di materiali primari cosiddetti poveri o industriali per riprodurre la natura è al centro di questa questione, che evidenzia anche la questione del tempo dell’opera come oggetto di riflessione. Vengono mostrati diversi filmati di artisti che testimoniano le numerose azioni nella natura in Italia in quegli anni.

Giovanni Anselmo, Archizoom, Pier Paolo Calzolari, Mario Ceroli, Piero Gilardi, Pietro Derossi con Giorgio Ceretti e Riccardo Rosso, Gino De Dominicis, Laura Grisi, Maria Lai, Mario Merz, Gina Pane, Luca Maria Patella, Claudio Parmiggiani, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Marinella Pirelli, Ettore Spalletti.

MEMORIE DEI CORPI

La terza parte si occupa del posto diretto e indiretto del corpo nella creazione italiana di questi anni. Il corpo è intimamente legato alla scultura; è la memoria, la traccia, il gesto, come può essere anche per certe opere pittoriche. È anche l’oggetto di esperienze performative e partecipative le cui azioni sono conservate da fotografie, film e oggetti. Dal corpo come citazione, al corpo politico, al corpo frammentato e travestito, sono tutte queste memorie del corpo che sono chiamate in causa qui.

Carla Accardi, Vincenzo Agnetti, Giovanni Anselmo, Irma Blank, Claudio Cintoli, Giorgio Griffa, Paolo Icaro, Ketty La Rocca, Eliseo Mattiacci, Franco Mazzucchelli, Fabio Mauri, Marisa Merz, Ugo Nespolo, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Luca Maria Patella, Carol Rama, Gilberto Zorio.

A cura di Valérie Da Costa

Project Manager: Laura Pippi-Détrey

Direttrice del MAMAC: Hélène Guenin

Musée d’Art Moderne et d’Art Contemporain (MAMAC) – Nice (France) 14 Mai 2022 – 2 October 2022

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