• Home
  • Biografia | Biography | Biographie | Biografie
  • Mostre | Exhibitions | Expositions | Ausstellungen
  • Contatti | Contacts | Kontakte
  • Autentiche e autorizzazioni | Authentication and authorizations

LUCIA MARCUCCI

LUCIA MARCUCCI

Archivi tag: Visual Poetry

Art

12 sabato Dic 2020

Posted by Lucia Marcucci in Opere

≈ Lascia un commento

Tag

Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Visual Poetry

Art (2006) | acrilici su tela stampata | cm 30×40

…

© Riproduzione riservata

IN FIERI (Il volo della Sciamana) – 15

05 sabato Dic 2020

Posted by Lucia Marcucci in Scrittura

≈ Lascia un commento

Tag

Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

Gli argomenti non politically correct sono tantissimi ma pasticciando un po’ le informazioni si può trovare il modo di non scottarsi eccessivamente e parafrasando parafrasando, ci possiamo far sopra una discreta critica. Non sempre ci riusciamo perché la faccenda è talvolta molto difficile: giriamo intorno per un bel po’ di tempo come fa un moscone sulla fatta ma poi scappiamo per l’odore che tal fatta emana. L’esempio classico sono dei rotoli o dei libri che srotolando e riarrotolando o sfogliando e risfogliando mandano da sempre lo stesso messaggio di una, nemmeno tanto velata, intolleranza verso chi dei suddetti rotoli o dei suddetti libri può far benissimo a meno, anzi, vive proprio bene senza. Modus operandi permettendo possiamo scansare il tutto e rifugiarci nei meandri delle biblioteche più fornite facendo vita da topo difatto smangiucchiando pagine e pagine poi, bulimici, vomitarne il contenuto in qualche ben arredato cesso, riparare poi, indenni, al computer e ricominciare daccapo questa volta navigando negli infiniti recessi dei mass media. Sempre perséguita l’imbarazzo della scelta ma con un acuto senso del probabile scoop si può estrarre da tutta l’immondizia telematica qualcosa di piccante o mediamente interessante e tradendo un po’ il messaggio, renderlo ancora più saporoso. Se alfine giunge l’aviaria sulle ali o nel guano di qualsiasi uccello migratore o pollo di batteria lager, almeno, a detta di un qualsiasi lurido ministro, farà centosessantamila morti… allora tutte le previsioni e/o le occultamente pilotate scelte vanno a farsi fottere.

© Riproduzione riservata

Vexilla

28 sabato Nov 2020

Posted by Lucia Marcucci in Opere

≈ Lascia un commento

Tag

Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Visual Poetry

Vexilla (2005) | acrilici su tela stampata | cm 70×120

2005 - Vexilla (267)
…

© Riproduzione riservata

UN MUNDO DE AMOR – UN MONDO DI AMORE

20 venerdì Nov 2020

Posted by Lucia Marcucci in Scrittura

≈ Lascia un commento

Tag

Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

Per molto tempo l’uomo ha cercato di liberarsi dall’alienazione attraverso la cultura e l’arte. Siamo di fronte alla diffusione di una nuova ideologia che inizia a descrivere ciò che sta accadendo, a partire dall’eliminazione di concetti in grado di comprendere ciò che sta succedendo. Non è altro che un tentativo di fuga. È chiaro a questo punto che ci deve essere qualcosa di sbagliato nel sistema anche se è del tutto naturale che i benefici tangibili di se stessi siano considerati degni di essere difesi. La sovrastruttura impone un tipo di arte in cui gli artisti vengono educati. Questa falsa coscienza è ormai incorporata nell’apparato sociale dominante che, al suo ritorno, la riproduce secondo il grado in cui il comportamento risponde alla realtà offerta. La ricerca artistica porta un nuovo impulso. Qui la barriera ferma e deforma la ricerca della verità e la ragnatela di dominio diventa la rete della ragione stessa, la società attuale fatalmente rimane impigliata in essa. Nonostante tutto, le strade sono più o meno strutturate e il significato delle idee in fuga è nascosto dietro la parola libertà.

Lucia Marcucci

CORMORAN Y DELFIN – Revista Planetaria de Poesia – VIAJE – Ottobre 1969

IMG_20200527_115017
CORMORAN Y DELFIN (1969)

Desde mucho tiempo el hombre busca liberarse de la alienación por medio de la cultura y de las artes. Estamos frente al difundirse de una nueva ideología que se pone a describir lo que está sucediendo comenzando con el eliminar de los conceptos capaces de comprender aquello que sucede. Se trata nada más que una tentativa de fuga. Se presenta claro en este punto que debe haber alguna cosa equivocada en el sistema a pesar de que es del todo natural que los tangibles beneficios de uno mismo sean considerados dignos de ser defendidos. La superestructura impone un tipo de arte en el cual se educan los artistas. Esta falsa conciencia es de ahora en adelante incorporada en el aparato social dominante que a su regreso lo reproduce según el grado en el cual el comportamiento responde a la realidad ofrecida. La búsqueda artística lleva a un nuevo impulso. Aquí la barrera detiene y deforma la búsqueda de la verdad y la tela de araña del dominio se transforma en la tela de la propia razón, la sociedad presente fatalmente se enreda en ella. A pesar de todo las calles están más o menos trazadas y el sentido de las ideas en fuga se esconde detrás de la palabra libertad.

Lucia Marcucci

CORMORAN Y DELFIN – Revista Planetaria de Poesia – VIAJE – Ottobre 1969

© Riproduzione riservata

D’après Futuristi

14 sabato Nov 2020

Posted by Lucia Marcucci in Opere

≈ Lascia un commento

Tag

Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Visual Poetry

D’après Futuristi (2010) | acrilici e collage su tela | cm 50×40

OLYMPUS DIGITAL CAMERA
…

© Riproduzione riservata

IN FIERI (Il volo della Sciamana) – 14

07 sabato Nov 2020

Posted by Lucia Marcucci in Scrittura

≈ Lascia un commento

Tag

Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

Magellano ha dato il suo nome ai pinguini, quei pinguini innamorati e filmati, circolanti in Patagonia, anche Antonio Pigafetta, durante il suo giro del mondo, nella Penisola di Valdés deve aver fatto qualcosa a proposito di elefanti marini, otarie o qualcosa di simile; coccodrilli, caimani, alligatori tutti differenti fra loro non si sa in che cosa: cinque secoli fa’ dare un’occhiatina a questi animali era un’avventura di sicuro, senza sponsor o almeno gli sponsor erano blasonati e rari, per averli era un lavoro immane di cortigianeria e adulazione. Mentre Erik il Rosso scopre la Groenlandia, altri scoprono il fiume Omo, le sue sorgenti e la sua foce. Una miriade d’esploratori ha lasciato le ossa in qua e in là per la Terra, ci dovrebbe essere un archivio con tutte le date, i luoghi, i nomi di quei benemeriti coraggiosi che della scoperta di nuove latitudini e longitudini hanno fatto la mèta della propria vita. Il fiume Diamantina è acqua di scontro tra coccodrilli e squali, chi ha la peggio non si sa, dato che l’Australia è territorio di misteri compresi le musiche, i canti e i disegni degli aborigeni. Torniamo in volo ai panorami della Terra del Fuoco che hanno nomi evocatori: Punta Tomba è tutto un programma, i pinguini che si tuffano fanno una fatica immane a tornare in superficie, sembra che su cento ne torni uno. Ma non ci importa niente dei suddetti animali nonostante qualche verde gridi vendetta: preferiamo i bambini kirghisi.

© Riproduzione riservata

Tutto con gusto

31 sabato Ott 2020

Posted by Lucia Marcucci in Opere

≈ Lascia un commento

Tag

Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Visual Poetry

Tutto con gusto (2005) | acrilici e collage su tela stampata | cm 120×120

2005 - Tutto con gusto (266)
…

© Riproduzione riservata

IN FIERI (Il volo della Sciamana) – 13

24 sabato Ott 2020

Posted by Lucia Marcucci in Scrittura

≈ Lascia un commento

Tag

Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

L’aereo progettato dall’equipe di von Braun era un triangolo e non aveva né fusoliera né coda ma non ebbe vita facile, sembra che accusasse dei problemi non risolti e anche i missili V2 delle solite misteriose problematiche ne ebbero a iosa un po’ come i Templari, misteri su misteri Graal compreso. Per non parlare di Castel del Monte e di Federico II: otto per otto sessantaquattro per otto cinquecentododici le cui cifre sommate fanno otto, guarda caso, e con un pozzo straordinario, ora chiuso, nel bel mezzo in cui era iscritto un ottagono; gli arredi erano arazzi con figurazioni narranti chissà quali storie, facevano bella mostra sulle pareti e chiudevano le finestre quando era necessario. Sembra che lo studio delle costellazioni e dei loro influssi sull’umanità fosse lì giornaliero, i saggi filosofi, alchimisti e astrologi erano ospiti fissi e Federico li cavalcava a suo piacimento, forse con un po’ di plagio se li portava anche a letto. Per tornare a von Braun pare che anch’esso girasse intorno al numero otto, si chiamava Otto, almeno di secondo o di terzo nome, il millenovecentotrentotto c’entra in maniera molto interessante nella sua vita: in quella data si sposò ed ebbe otto figli, qualcuno però non dello stesso letto. Come non essere sensibili a tutte queste, per alcuni coincidenze, per altri disegni di menti superiori ben strutturate? I triangoli si sprecano: linee che dalle basi o dalle punte delle Piramidi vanno dritte dritte su Parigi passando per Torino, per Praga, per Chiesina Uzzanese, per lo stesso Castel del Monte, indicanti pressappoco o giù di lì l’Arca dell’Alleanza contenuta nei sotterranei di Orvieto, di Roma o dell’Asmara, o forse in un bunker non ancora scoperto a Berlino. Cerchi magici intersecano i lati dei vari triangoli indicando altri luoghi dove ci possono essere energie molto forti e dove viene consigliato di sostare per sentirne i benefici influssi. Queste linee segnano anche ipogei di Lucumoni sparsi per le antiche città etrusche alcuni riportati alla luce e pieni di turisti, altri ancora da ritrovare e scavare alla ricerca di bei segreti di quel popolo ormai abbastanza rivelato ché di misteri ne restano, ohimè, pochi. La confusione è assicurata, possiamo dire qualsiasi cosa e il contrario: ci sarà sempre qualcuno ma che dico, tanti che giurano sulle energie elettriche e organo-elettriche, sui dodici uomini che tirano le fila del mondo e dell’altro mondo, Allah, Dio, Geova, Buddha, Shiva, Bush, Putin, Abdullah Ibrahim, Chirac, Blair… o qualsiasi altro capo di stato sono solo burattini in mano a questi misteriosi Probiviri. I cari Diderot e D’Alembert sono diventati quelli che facevano la lista della lavandaia. Non dimentichiamoci che Newton se la spassava con gli alambicchi, le bacchette magiche e allevava qualche gufo spennacchiato.

© Riproduzione riservata

Il fidanzato in fuga

17 sabato Ott 2020

Posted by Lucia Marcucci in Opere

≈ Lascia un commento

Tag

Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Visual Poetry

Il fidanzato in fuga (1964) | collage su cartoncino | cm 35×25

…

© Riproduzione riservata

ON HER VISUAL POETRY – SULLA SUA POESIA VISIVA

10 sabato Ott 2020

Posted by Lucia Marcucci in Scrittura

≈ Lascia un commento

Tag

Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

La poesia visiva è una nuova forma di linguaggio derivata dai massicci incitamenti dei media al consumo, dai molti vincoli della nostra società capitalista, dalle informazioni accumulate con le quali siamo bombardati e ridotti in schiavitù incessantemente attraverso forme e abitudini imposte. La creazione di questo nuovo linguaggio che ha riappropriato di modelli magmatici e alienanti per opporsi a loro, per compiere un’azione di guerriglia intorno, dentro e contro di loro, ha permesso di riprendere una consapevolezza critica della realtà attraverso un’operazione politica.

img_20200527_131757~21684134775936293970..jpg

Il mio lavoro è iniziato con la manipolazione di slogan e immagini raccolte da manifesti e pubblicità, creando contromisure nello stile dei poster da parete, scrivendo esclamazioni sulle pagine dei giornali, prese in prestito dai fumetti dei cartoni animati. Le immagini femminili sono spesso utilizzate nel mio lavoro, con un cambio di “segno” calcolato per irritare l’abituale guardone, abituato ad assumere la riproduzione delle immagini delle donne come consumo di bellezza. Ho continuato questa operazione usando le immagini della scultura classica, corrose e quasi decadute dal tempo, o intagli gotici consumati, apponendo una frase ironica per decontestualizzare l’immagine e creare un messaggio inaspettato.

Poi sono passata al collage, usando l’impronta del corpo femminile e la scrittura: l’impronta come feticcio o come mito del mondo dell’impurità e/o della purezza tecnologica; l’applicazione della scrittura come rinascita di una poesia impropria, contaminata e compromessa con i “ricordi” di una cultura data e acquisita. L’impronta del corpo è un’espressione di disagio, ansia e disagio con l’ingombro materiale e naturale che possediamo e che dobbiamo muoverci e mettere ovunque. La presenza corporale dell’artista nel contesto politico della massa del pubblico: la sua testimonianza grezza e non coltivata in quanto tale, per quanto riguarda le costruzioni culturali del suo ambiente circostante. Il corpo e gli archi del trionfo, il corpo e il grattacielo, il corpo e il libro, il corpo e la scultura, il corpo e la fotografia del corpo, il corpo e l’eroe, il corpo e il paesaggio modificato della “cultura animal “: uomo e tecnologia.

img_20200527_131749~25179550276050353910..jpg

Il messaggio è formulato attraverso un nuovo codice, attraverso l’iterazione di elementi che devono coesistere: materia, immaginazione e tecnologia. Quindi le opere della poesia visiva non procedono dalla letteratura o dalla pittura, ma come arte autonoma fuori dal conflitto dell’uomo con i mass media.

Lucia Marcucci

The Paris Review – New York – Spring 1979

pARIS rEW

Visual poetry is a new form of language sprung from the media’s massive incitements to consumption, from the many constraints of our capitalist society, from the accumulated information with which we are bombarded and enslaved ceaselessly through imposed forms and habits. The creation of this new language which has reappropriated magmatic, alienating models to oppose them, to carry out a guerilla action around, within and against them, has made it possible to resume a critical awareness of reality through a political operation.

My work began with the manipulation of slogans and images collected from posters and publicity, making counter-manifestos in the style of wall- posters, writing exclamations on newspaper pages, borrowed from the speech-balloons of cartoons. Female images are often used in my work, with a change of “sign” calculated to irritate the habitual voyeur, accustomed to assuming the reproduction of women’s images as a consumption of beauty. I continued this operation by next using the images of classical sculpture, corroded and almost decayed by time, or gothic carvings eaten away, apposing an ironic phrase to decontextualize the image and create an unexpected message.

Then I moved on to collage, using the imprint of the female body and writing: the imprint as fetish or as myth of the world of impurity and/or of technological purity; the application of writing as a revival of an improper poetry, contaminated and compromised with the “memories” of a given and acquired culture. The imprint of the body is an expression of unease, anxiety and discomfort with the natural, material encumbrance we possess and have to move about and put everywhere. The bodily presence of the artist in the political context of the mass of the public: its raw, uncultivated testimony as such, with regard to the cultural constructions of its surrounding environment. The body and the arches of triumph, the body and the skyscraper, the body and the book, the body and sculpture, the body and the photograph of the body, the body and the hero, the body and the modified landscape of the “cultural animal”: man and technology.

The message is formulated through a new codex, through the iteration of elements which must coexist: matter, imagination and technology. Hence the works of visual poetry do not proceed from literature or from painting, but as an autonomous art out of the conflict of man with the mass media.

Lucia Marcucci

The Paris Review – New York – Spring 1979

© Riproduzione riservata

← Vecchi Post
Articoli più recenti →

Ricerca

Lucia Marcucci – Poesia Visiva

La mia poetica consiste, attraverso la parola e il segno, nella rielaborazione letteraria e pittorica, ma soprattutto critica, dei mass media (immagini, slogans, linguaggi variamente persuasori e mistificatori del sistema sociale contemporaneo).

My poetics consists, through the word and the sign, in the literary and pictorial, but above all critical, reworking of the mass media (images, slogans, variously persuasive and mystifying languages ​​of the contemporary social system).

Ma poétique consiste, à travers le mot et le signe, dans le remaniement littéraire et pictural, mais surtout critique, des médias de masse (images, slogans, langages diversement persuasifs et mystifiants du système social contemporain).

Meine Poetik besteht mittels Wort und Zeichen aus der literarischen und bildnerischen, vor allem aber kritischen Aufarbeitung der Massenmedien (Bilder, Parolen, unterschiedlich überzeugende und mystifizierende Sprachen des zeitgenössischen Gesellschaftssystems).

  • Instagram

Blog su WordPress.com.

  • Abbonati Abbonato
    • LUCIA MARCUCCI
    • Unisciti ad altri 45 abbonati
    • Hai già un account WordPress.com? Accedi ora.
    • LUCIA MARCUCCI
    • Abbonati Abbonato
    • Registrati
    • Accedi
    • Segnala questo contenuto
    • Visualizza sito nel Reader
    • Gestisci gli abbonamenti
    • Riduci la barra
 

Caricamento commenti...