Nel tutto non vi è niente che non sia tutto! La crisi comincia da qui: tutto è stato detto, riempito, decifrato, colmato, analizzato, consumato, rievocato, riconosciuto, distrutto, negato, applaudito. Ma non basta. Possiamo anche parlare di palinsesti occultati che invece vengono immediatamente riconosciuti con grave disappunto del creatore, ridicolissimo, umile e introverso, perennemente alla ricerca del misterioso, dell’evento inispiegabile, del paranormale, dell’apparizione, delle tracce, della macchie di sangue, di quello che c’è e di quello che, anche a strizzarsi il cervello, non c’è. Presuntuoso e saccente il creatore afferma, dichiara, ribadisce, giura e spergiura; umilmente deferente, ripiegato in se stesso e su se stesso trova sempre platee gremite di ascoltatori ingenui che si spellano le mani calorosamente plaudenti. Ma dal tutto così intrecciato e incasinato ecco che scaturisce un succo concentrato al massimo, profumato o graveolente non importa, scaturisce ed è quello che conta. Cosa è nessun lo sa ma al contempo si battono le solite mani e i saggi si interrogano sul da farsi.
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