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LUCIA MARCUCCI

LUCIA MARCUCCI

Archivi tag: Scrittura

IN FIERI (Il volo della Sciamana) – 31

16 venerdì Lug 2021

Posted by Lucia Marcucci in Scrittura

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

La banalità della frase “il rumore del silenzio” è quasi lapalissiana ma calza a pennello quando riesci a uscire da un incessante strepitio e sprofondi nella più assoluta calma e assenza di suoni. Magicamente un sottofondo leggero di vibrazioni solletica l’udito, ali di farfalle sonore recitano frasi colorate, il pulviscolo delicato di microscopici peletti pizzica nei lobi tesi all’ascolto. Si sente una frase: l’intuizione è il seme, la pianta è il regalo del destino. C’è molta retorica, anche presunzione… ma pensando e ripensando ciò è quasi una preveggenza, con un po’ di umorismo si passa ad altro e il gioco è fatto. Nella totale assenza di suoni il colore del cielo può diventare grigio, i boschi sono plumbei e il vento non spira. Riprende l’incalzante brusio della folla, il rumore si fa assordante; ora la nave potrebbe salpare piena di matti e andare alla deriva accompagnata da grida sempre più alte, stridule, insopportabili. La ricchezza interiore è solitudine gioiosa, in completo abbandono l’estasi è consuetudine. Bisogna però capire se non è solo sentimento consolatorio, molto spesso privo d’ironia, il sorriso è forzato, le idee si rincorrono in ouroboros e allora è solo caos. Il privato è depressione, non ci sono alibi. L’isolamento non è solo mentale, la fisicità è dietro l’angolo… Non ci rimane altro che il rifugio nella Terra del Fuoco: Erik il Rosso o Pigafetta?

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IN FIERI (Il volo della Sciamana) – 30

03 sabato Lug 2021

Posted by Lucia Marcucci in Scrittura

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

Il sesso è tutto o non è tutto? Meta dell’età puberale poi metà del tempo vissuto. Ogni notte e ogni giorno miliardi di coppie scopano, omosessuali compresi. Il movimento è assicurato: Shiva vincente balla perennemente. Come l’universo niente è immobile, il TUTTO freme e vortica senza requie, la vita e la morte sono in divenire. La morte è anch’essa un moto frenetico. L’ala della farfalla muove un vento che diventa impetuoso a distanza , il soffio della vita è turbine continuo. Un artista del Kazakistan ha filmato il vento in un video straordinario: donne nude sono percorse incessantemente dal freddo sospiro della steppa; tengono nelle mani, sacralmente, crani scarnificati e i loro capelli le avvolgono in spire; nello sfondo strane tombe che mimano pericolanti castelli medievali irti di merlature. Zoccoli di cavalli sono resti di laute cene, messi in quattro su piedistalli sembra che ancora scalpitino. Lo stallone è salvato per la riproduzione e fornica da mattina a sera. Il grosso pene entra e esce dalla giumenta di turno, incessantemente, fra nitriti e getti di sperma e di urina. Nulla è stasi, può essere una sensazione momentanea ma subito si annulla; quasi un’ossessione tutto gira intorno a noi e in noi, il moto perpetuo diventa pazzia, la visione del sesso in perenne movimento eccita e, nello stesso tempo, abolisce il desiderio. Il cervello diviene un masso erratico, più niente lo ferma, all’infinito vaga; la calma scompare.

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IN FIERI (Il volo della Sciamana) – 29

19 sabato Giu 2021

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Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

Ai vertici del potere i giochi vengono fatti, tanti, tantissimi e in segreto… finché dura! Cambiano gli uomini ma il sistema è sempre lo stesso, se è marcio così continua all’infinito, nessuno si dà la briga di cambiarlo, sarebbe troppo rischio anche per il più coraggioso! La domanda che possiamo porci è questa: “Dove potremmo trovare la bacchetta fatata tale da dare a tutti una vita soddisfacente e fare piazza pulita di tutti gli inganni, di tutti i sotterfugi, di tutte le connivenze malverse?” Forse su un altro pianeta. Che stupidaggine! L’illusione è enorme. Eppure ci dovrebbe essere il modo di educare sveltamente (non c’è più tempo) gli umani a fare tutti il proprio dovere. Il delitto è odierno e reiterato, delitto su qualsiasi fronte, su qualsiasi cosa grande e piccola, su qualsiasi persona. Si pena a concepire ma così è ed è terrificante. Ci vuole forse un dittatore a livello mondiale con uno straordinario esercito di robot programmati all’onestà e alla giustizia? Il genere umano soccomberebbe tutto. Che stupidaggine! No, non può essere perfetto, la perfezione è gelida, monotona, uniforme: tutto sarebbe terribilmente scontato, banale, programmato. Il bello viene dalla contraddizione, dalla suspense, dall’imprevisto, dalla disperazione e dalla voglia di riscatto. Dall’abisso risalire con fatica, è in ciò la scala dello sciamano, l’arcobaleno da raggiungere, il sub-limen come fine ultimo. O l’abisso come suicidio.

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IN FIERI (Il volo della Sciamana) – 25

24 sabato Apr 2021

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

Grande la possibilità dell’individuo di spostarsi da un parallelo all’altro, longitudine e latitudine, fuso orario, tutto compreso. Ormai i collegamenti fra scali aerei e navette erano al massimo delle loro potenzialità, il programma di linea indubbiamente perfetto, gli orari rispettati al nanosecondo, dunque il viaggiatore non perdeva un attimo del suo tempo. Tutto questo succedeva nel duemilacentocinque dopo circa un secolo di ricerche sui tempi d’imbarco e di sbarco, sui voli planetari, sui rapporti fra compagnie aeree e società autostradali, non trascurando le ferrovie e i trafori sottomarini intercontinentali. I viaggi avevano ripreso a essere il passatempo più attuato, non c’era persona che non avesse fatto cento volte il giro della Terra intervallato da qualche tour intergalattico, con intensa soddisfazione degli stessi utenti e degli operatori che incameravano lauti guadagni. Così, essendo presi da questa preponderante attività i popoli non scendevano più in conflitti, la pace assicurata rendeva un po’ monotono il flusso dell’economia ma d’altra parte era risolto il problema delle guerre e non sembrava poco! La pubblicità esaltava tutti i luoghi visitabili e non, ma, siccome erano veramente universali, nessuno si lamentava; avendo una grande soddisfazione globale e interstellare, tutto si equiparava magnificamente. Gli uomini politici erano tutti proprietari di agenzie di viaggio, anche i capi di governo avevano lavorato in gioventù nel settore turistico e dunque il motto globale era: mai fermarsi. Gli intellettuali non potevano permettersi di sedere al computer più di un’ora al mese, d’altra parte i computer erano divenuti tascabili e nulla ostava che potessero portarli in giro e lavorare nel frattempo dei frenetici spostamenti. Chi si azzardava a sottrarsi ai viaggi veniva subito indagato e poteva subire un processo con annessa condanna. Non avveniva spesso, era inverosimilmente assai raro, sembrava che gli umani si fossero ben adattati al moto perpetuo, a vivere nell’infinità dello sballo, come il progenitore Shiva.

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IN FIERI (Il volo della Sciamana) – 24

10 sabato Apr 2021

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

Il volo continuava non lineare: le rotte si intersecavano e disegnavano stranissimi ghirigori, in alto e in basso, incrociandosi e allontanandosi, ancora intrecciandosi quasi un ricamo a punto chiaccherino. Aveva una scia opalina, di tanto in tanto cadevano le penne gialle e azzurre dal corpo magro della sciamana e la scia prendeva sempre più il colore dell’iride ma molto soffuso, sbiadito. Le penne cadendo verso la terra o nel mare lasciavano come dei segnali del passaggio a nord-ovest, a sud-est, a est-nord, a nord-sud. Galleggiavano sulle onde o si posavano lievemente sui prati e sugli alberi, sulle case e sulle strade, solo pochi umani erano attirati da queste piume di cui solo alcuni si domandavano da dove venissero. La distrazione faceva da padrona, solo rari privilegiati, salutarmente curiosi, rimanevano attoniti dal fenomeno. Per la sciamana (iniziata alla categoria essendo nata con il corpo ricoperto da un bel grasso bianco e spesso) doveva essere un momento di perplessità, forse di sgomento perché i suoi giri volanti si prolungavano e ritornavano su se stessi frequentemente, planando in picchiata su luoghi non sperimentati o già visitati, risalendo subito dopo per la delusione. Cercava nuovi affascinanti territori e situazioni da estrarre e manipolare a suo piacimento ma non sembrava facile. Il volo si interruppe in un istante: aveva scorto strane costruzioni su un’isola molto somiglianti colonne a tortiglione, brulicanti, fino alla vetta, di uomini che si affaccendavano in un continuo percorso in su e in giù, avanti e indietro. Quella specie di bolgia sembrava non avere fine e non avere principio, infatti le enormi colonne sprofondavano nel terreno a mo’ di trapano e forse erano proprio i “brulicanti” a farle girare. Dalla madre terra al padre cielo in un continuo lavorio alienante. La situazione poteva suscitare un forte interesse ponendosi la domanda del perché tutto quel tramestio, per raggiungere cosa? Per trascorrere tutta la vita (i brulicanti avevano diverse età, dall’infanzia alla vecchiaia) occupati, in continuità d’impegno, né riposo né ozio, sempre in stretti giri avvitanti? E’ ciò che può dare la felicità? O, perlomeno, la tranquillità? Si potrebbe spiegare con una grande, impressionante fede fondamentalista.

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IN FIERI (Il volo della Sciamana) – 23

27 sabato Mar 2021

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

Gli Oscar per i film più volgari in assoluto vanno sempre ai paesi capitalisti che possono permettersi effetti speciali e attori super pagati a profusione. Gli effetti diventano ultrafantastici, quasi incredibili. Ormai i computers raggiungono tutto lo scibile del possibile, niente è tabù, perfino i colori hanno aspetti nuovi da non poterli razionalmente descrivere: l’iride diventa una bazzecola! I colori dello spettro della luce non hanno fine: forse dio è lì (nel computer, o nei colori?). La teoria dei colori di Goethe è un grande guazzabuglio, non sappiamo se il poeta avesse cercato dio proprio in quel guazzabuglio, ma se così fosse non l’avrebbe trovato. Invece viene trovato nei film americani, immancabilmente banalizzato ma raggiunge al cuore il pubblico che ne magnifica tutti gli aspetti e ne esalta la superficialità: è questo che vogliono raggiungere? L’incantamento totale senza critica e senza pensieri, la pacificazione ebete della mente, il raggiungimento dell’estasi dionisiaca e del paradiso! Dio. Versare il vuoto nel nulla. Continuare così assorbendo le comunicazioni e non elaborando: troviamo una fossa puzzolente di miasmi putridi, di cervelli in putrefazione. Non saltando di palo in frasca possiamo asserire che i film più cretini e lontani dal, seppure elementare, linguaggio filmico sono prodotti italiani: le commedie più becere, più volgari e stupide; com’è possibile che esistano persone che ci lavorano credendoci e soprattutto che vanno a vederli? Le vie del guadagno sono veramente infinite, infinite quelle dello spreco e dell’ignoranza. Per via di metafore potremmo raggiungere la complessità di un trattato sociologico da fare invidia ai migliori esperti del settore.

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IN FIERI (Il volo della Sciamana) – 22

13 sabato Mar 2021

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

Furono pochi ma determinanti i tiranni che dominarono per lunghi periodi dal duemilatrecento al cinquemiladue la porzione di terra riemersa dopo il Grande Cataclisma, pressappoco nella zona che era stata un tempo l’America Centrale. In questa piccola zona le rovine di strane costruzioni strettissime e alte spuntano come ossa scarnite in qua e in là dove la vegetazione è più rada sottolineando la tragicità del paesaggio, i colori sono plumbei, le nebbie incombono perennemente. La vita si svolge sotto la superficie ed è frenetica: gli pseudoumani hanno una vita molto lunga, tre volte quella di qualche migliaio di anni fa. Sono superattivi, lavorano quasi incessantemente e restano infaticabili, non sentono affatto la stanchezza ma, al contrario, più lavorano e più vogliono lavorare. Questo spiega, in parte, le tirannidi che si susseguirono e che prosperarono per tre millenni in questo sopravvissuto lembo di terra ma in cui, negli ultimi anni, si verificarono episodi piuttosto particolari quali nascite plurigemellari e antropozoomorfiche che fecero vacillare la stabilità dei regimi creando leggere sommosse e piccole interrogazioni, suppliche e lettere anonime all’unico giornale. Tutto rientrò presto nella norma, furono accettate le anomalie cosicché nessuno ci fece più caso, anzi divenne di buon augurio avere uno pseudoumano gemellare o antropozoomorf. Il governo stabilì il sussidio da devolvere una tantum a chi aveva questi strani pseudoumani in famiglia. Una in particolare ebbe l’evento di tre gemelli con forme a dir poco stravaganti: il primo aveva il volto con grandi occhi e un naso molto piccolo, la bocca con labbra turgide e rosate, la fronte spaziosa, il tutto contornato da capelli fulvi e inanellati; il secondo mostrava il volto ovale, gli occhi azzurri e distanti, i capelli color oro; il terzo aveva il mento scolpito e il naso a foggia greca, antichissimi lineamenti che destavano stupore e un po’ di ribrezzo, i capelli erano di un nero corvino con riflessi bluastri! Non erano normali, si poteva notare un forte e obsoleto DNA che era venuto alla luce dopo millenni di evoluzione della specie. Come aveva potuto verificarsi un simile evento? I geni non erano ancora del tutto affievoliti.

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IN FIERI (Il volo della Sciamana) – 21

27 sabato Feb 2021

Posted by Lucia Marcucci in Scrittura

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

I fenomeni naturali quali le piogge, il vento, le albe, i tramonti, la neve, il gelo, il sole splendente e le nubi alte, stratificate, mutanti in strane figure dove ognuno può vedere e immaginarsi qualsiasi vicenda, qualsiasi rappresentazione proto-filmica perché continuamente variante, sono questi gli spettacoli meravigliosi a cui rivolgersi per lenire le ferite della vita. Anche le guglie dei grattacieli, le distese dei mulini eolici, i canali artificiali e i viluppi degli svincoli autostradali hanno un loro fascino, l’avanzata tecnologia edifica monumenti avveniristici fascinosi, degni di incanto. L’uomo subisce incosciente quell’ammaliamento tanto che si vedono greggi di turisti con i nasi per aria e le bocche aperte per le streets di New York, non meno per le altre città siano esse europee, giapponesi, coreane, cinesi, indonesiane, chi più ne ha, più ne metta. Sempre, costantemente vediamo i nasi all’insù, l’occhio dietro l’obiettivo, l’orecchio sul cellulare, il dito pronto a spippolare, scattare, scattare o girare, girare. Quanto questi ominidi capiscano ed elaborino è ancora da verificare, sembra che ben poco venga percepito in modo tale da costruire un’esperienza su cui basare uno stile di vita, una prassi, tantoméno un’etica. Il più delle volte gli stimoli non raggiungono che il vuoto e sul vuoto non si può edificare il benché minimo complesso. I rapporti con l’immaginazione e la razionalità della natura sono i soli condivisibili perché in fondo facilitano l’infinita progettazione della mente.

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IN FIERI (Il volo della Sciamana) – 20

13 sabato Feb 2021

Posted by Lucia Marcucci in Scrittura

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

E’ oltremodo periglioso scansare gli argomenti e i fatti drammatici scaturiti da strategie (sic) politiche che si rivelano anche banali e ripetitive nonostante gli errori evidenti agli occhi di tutti gli uomini pressoché un poco ragionevoli. Ma così è e, a quanto sembra, non si può far niente: gli sbagli sono continui, persistenti, innegabilmente anche volontari. Alle tragedie succedono tragedie, ai conflitti i conflitti, alle ingiustizie continuano ingiustizie. Che fare? (fu il titolo di una interessante rivista d’avanguardia degli anni sessanta). Ci domandiamo ciò molto spesso ma la domanda rimane senza risposta. Resta l’ironia, anche il sarcasmo, ma è meglio l’umorismo, insomma niente da fare: così è. Si potrebbe modificare l’indole della maggioranza degli uomini? Lasciamo correre tanto non si può, non hanno potuto gli dei, nemmeno Yahweh, nemmeno Cristo in croce o Maometto alla montagna, eppure ci hanno provato ma con nessun risultato, anzi forse sempre peggio… allora diamoci alle barzellette ché il sangue si ristora e il riso lo fa buono. In Cina perseguitano le religioni, qualsiasi, dal cristianesimo all’islamismo, dal buddismo al taoismo… tutto ciò che non è razionale è sospetto. Sono nel giusto? Non è strano che uccidano i feti femmina.

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IN FIERI (Il volo della Sciamana) – 19

29 venerdì Gen 2021

Posted by Lucia Marcucci in Scrittura

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Arte Contemporanea, Contemporary Art, Lucia Marcucci, Poesia Visiva, Scrittura, Visual Poetry

Rivalutiamo l’ozio, l’intervallo, il dolce far niente. Lasciarsi andare in un prato, guardare gli olivi, l’insalatina di campo (si può trovare anche a Versailles), scegliere le piantine più tenere, i piedi bagnati dall’erba ancora umida di rugiada, le tazzine delle fate (piccole ragnatele tessute durante la notte fra i fili d’erba) cosparse di goccioline microscopiche che le fanno diventare argentee, non pensare, non fare, respirare appena, piano piano e vedere, vedere. L’occhio si riposa perché lo sguardo è lungo, spazia quasi all’infinito, fra il verde e l’azzurro: ci sono ancora questi paradisi? Basta trovarli. Ci sono… volere è potere. Sembra strano ma non si possono spesso condividere, in pochissimi apprezzano ciò, la solitudine è l’unica condizione che può permettere questo piacere. Il naufragar m’è dolce… la solitudine è meravigliosa solo a tratti, poiché le relazioni sono vitali per confrontarsi, per scambiarsi nello specchio: vedersi l’uno nell’altro è splendido, ma solamente volere vedersi, non essere costretti, che è prigionia. Quanti per pigrizia si costringono nella pania di una convivenza squallida, mortale, trovando soltanto la soddisfazione di spargere veleno non solo sull’altro ma su tutti gli altri; di conseguenza su sé stessi implodendo nel pessimismo più infimo e idiota. Mancano totalmente del senso dell’ironia, sale della vita. Nei più è faticoso cercarlo, educarli a ciò diventa terribilmente difficile, forse non c’è la consapevolezza che possa essere l’unico modo per affrontare moltissimi momenti e crescite, buone o cattive, esperienze nuove o purtroppo ingenuamente ripetute e pagate carissimo. Enfasi e prosopopea al posto di un’umile volontà di conoscere e d’imparare. Ci vuole il momento di riflessione, di ozio appunto, d’intervallo per riprendersi la propria immagine con dentro il nous e conviverci felicemente e in modo indulgente. Altrimenti il rischio di diventare dei robot è reale. La schiavitù vissuta senza accorgimenti, senza reattività, anzi, subita tranquillamente come fosse naturale stato di vita, è un fatto di cui tutti i giorni siamo testimoni.

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Lucia Marcucci – Poesia Visiva

La mia poetica consiste, attraverso la parola e il segno, nella rielaborazione letteraria e pittorica, ma soprattutto critica, dei mass media (immagini, slogans, linguaggi variamente persuasori e mistificatori del sistema sociale contemporaneo).

My poetics consists, through the word and the sign, in the literary and pictorial, but above all critical, reworking of the mass media (images, slogans, variously persuasive and mystifying languages ​​of the contemporary social system).

Ma poétique consiste, à travers le mot et le signe, dans le remaniement littéraire et pictural, mais surtout critique, des médias de masse (images, slogans, langages diversement persuasifs et mystifiants du système social contemporain).

Meine Poetik besteht mittels Wort und Zeichen aus der literarischen und bildnerischen, vor allem aber kritischen Aufarbeitung der Massenmedien (Bilder, Parolen, unterschiedlich überzeugende und mystifizierende Sprachen des zeitgenössischen Gesellschaftssystems).

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