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Non possiamo fare a meno degli apocalittici “siamo avvelenati ogni giorno“: s’inizia dal dentifricio, avanziamo con il caffè, passiamo alle fette biscottate, il latte, la marmellata, non diciamo, ahimè, della brioché, delle patatine con l’aperitivo e i suoi coloranti, il grano come minimo è radioattivo, i pomodori transgenici, il pesce allevato con chissà cosa, magari con cadaveri di cani e di gatti, le verdure concimate chimicamente, la frutta cosparsa di anticrittogamici, il virus H5N1 del pollo aviario-ato, le uova peggio che mai, la carne è delittuoso mangiarla, il formaggio fatto con il latte delle mucche pazze che circolano indisturbate, il pane e la pasta (è bene ripeterlo) con grano avvelenato, la cioccolata confezionata dai bambini sfruttati, la lana è della povera pecora torturata, il mangime dei gatti fatto con le balene, quello dei cani anche, forse nei wurstel ci sono i ritagli delle piccole foche oltre che glutammati a iosa, il vino pieno di solfiti, le aranciate colorate con gli acrilici, i superalcolici micidiali, il caffè decaffeinato, il tè (non viene raccolto dai minori?) affumicato cancerogeno. Cosa ci dimentichiamo? Gli scarichi industriali, il metano, l’elettricità, i rifiuti, il vetro, la plastica, l’alluminio, il carbone, la benzina e l’uomo a quattro ruote che poi va a impinguare le palestre. Le caverne erano più ecologiche, l’ominide non era avvelenato e moriva sanissimo a vent’anni. L’aria e l’acqua pure, limpide; qualche vulcano mandava, a periodi, fumi velenosi… erano veleni ecologici. Non esistevano i vaccini! La beata età dell’uomo è oramai trascorsa, milioni di anni ci dividono: gli apocalittici ci proteggano! Forse il buco dell’ozono è l’occhio di dio che ogni tanto lo allarga per guardarci eppoi gli si ristringe e lo chiude dalla rabbia.

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