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Grande la possibilità dell’individuo di spostarsi da un parallelo all’altro, longitudine e latitudine, fuso orario, tutto compreso. Ormai i collegamenti fra scali aerei e navette erano al massimo delle loro potenzialità, il programma di linea indubbiamente perfetto, gli orari rispettati al nanosecondo, dunque il viaggiatore non perdeva un attimo del suo tempo. Tutto questo succedeva nel duemilacentocinque dopo circa un secolo di ricerche sui tempi d’imbarco e di sbarco, sui voli planetari, sui rapporti fra compagnie aeree e società autostradali, non trascurando le ferrovie e i trafori sottomarini intercontinentali. I viaggi avevano ripreso a essere il passatempo più attuato, non c’era persona che non avesse fatto cento volte il giro della Terra intervallato da qualche tour intergalattico, con intensa soddisfazione degli stessi utenti e degli operatori che incameravano lauti guadagni. Così, essendo presi da questa preponderante attività i popoli non scendevano più in conflitti, la pace assicurata rendeva un po’ monotono il flusso dell’economia ma d’altra parte era risolto il problema delle guerre e non sembrava poco! La pubblicità esaltava tutti i luoghi visitabili e non, ma, siccome erano veramente universali, nessuno si lamentava; avendo una grande soddisfazione globale e interstellare, tutto si equiparava magnificamente. Gli uomini politici erano tutti proprietari di agenzie di viaggio, anche i capi di governo avevano lavorato in gioventù nel settore turistico e dunque il motto globale era: mai fermarsi. Gli intellettuali non potevano permettersi di sedere al computer più di un’ora al mese, d’altra parte i computer erano divenuti tascabili e nulla ostava che potessero portarli in giro e lavorare nel frattempo dei frenetici spostamenti. Chi si azzardava a sottrarsi ai viaggi veniva subito indagato e poteva subire un processo con annessa condanna. Non avveniva spesso, era inverosibilmente assai raro, sembrava che gli umani si fossero ben adattati al moto perpetuo, a vivere nell’infinità dello sballo, come il progenitore Shiva.

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