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Gli argomenti non politically correct sono tantissimi ma pasticciando un po’ le informazioni si può trovare il modo di non scottarsi eccessivamente e parafrasando parafrasando, ci possiamo far sopra una discreta critica. Non sempre ci riusciamo perché la faccenda è talvolta molto difficile: giriamo intorno per un bel po’ di tempo come fa un moscone sulla fatta ma poi scappiamo per l’odore che tal fatta emana. L’esempio classico sono dei rotoli o dei libri che srotolando e riarrotolando o sfogliando e risfogliando mandano da sempre lo stesso messaggio di una, nemmeno tanto velata, intolleranza verso chi dei suddetti rotoli o dei suddetti libri può far benissimo a meno, anzi, vive proprio bene senza. Modus operandi permettendo possiamo scansare il tutto e rifugiarci nei meandri delle biblioteche più fornite facendo vita da topo difatto smangiucchiando pagine e pagine poi, bulimici, vomitarne il contenuto in qualche ben arredato cesso, riparare poi, indenni, al computer e ricominciare daccapo questa volta navigando negli infiniti recessi dei mass media. Sempre perséguita l’imbarazzo della scelta ma con un acuto senso del probabile scoop si può estrarre da tutta l’immondizia telematica qualcosa di piccante o mediamente interessante e tradendo un po’ il messaggio, renderlo ancora più saporoso. Se alfine giunge l’aviaria sulle ali o nel guano di qualsiasi uccello migratore o pollo di batteria lager, almeno, a detta di un qualsiasi lurido ministro, farà centosessantamila morti… allora tutte le previsioni e/o le occultamente pilotate scelte vanno a farsi fottere.

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