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Una storia sugli onorevoli faccendieri concertisti delle banche, meglio forse sui burattini dei governi nella Commissione Europea, oppure sui tanti debitori che aspettano un tesoro da riportare in superficie dalle profondità recondite dei mari del Sud? Sarebbe auspicabile e più interessante aggirarsi in Tanzania fra le furbe scimmie rosse che hanno inventato una strategia per aprire i cassonetti nella periferia della città? O, in mancanza di meglio, scorrere freneticamente, ma che dico, navigare ancor più freneticamente che mai su internet ? Chi sceglie con me di camminare in un sentierino su per le colline di Alba in cerca di funghi e tartufi? Sono gli ultimi giorni di Pompei ed Ercolano: per sentieri obsoleti, bruciati, asfaltati, illuminati da palle iridescenti, incontri l’onorevole con il trapianto e la settantenne labbrosa, la famigliola multietnica e il palestrato sconvolto dalla palestra chiusa per ferie che sobbalza a ogni improbabile fruscio e, se vuoi rabbrividire, il kamikaze in riposo settimanale ma, chissà perché, largo e grosso di circonferenza vita. Melpòmene è dietro l’angolo ma nei sentieri non c’è mai l’angolo: si trova orrendo e tragico nella città ché mai puoi sapere cosa t’ aspetta. Di notte vedi un bagliore: il piromane svelto scappa sullo scooter e dal cassonetto puzzolente escono le fiamme che si propagano in un lampo alle auto in sosta forzata una accanto all’altra e cominciano le esplosioni; la gente urlante dalle finestre, il fumo, non vedi più nulla. Non mettendo in conto i massacri mediatici ci aspettiamo un futuro da incubo oppure del tutto umoristico cambiando il dramma in commedia anzi in una pièce ancora più leggera e leggiadra. E il tempo passa sveltissimo, te ne accorgi guardando un film con un giovane attore e più tardi, dopo una mezz’ora, un altro film con lo stesso attore ma ormai vecchio realmente, non con il trucco! Repentino, subitaneo, istantaneo. In Tasmania le foche sono perseguitate e mangiate dagli squali bianchi; le scimmie non sono rosse e neanche furbe. Gli attori sono giovani e vecchi allo stesso tempo. Europa, Asia, America, Oceania, quanti nomi propri e impropri, simili e diversi, straordinari e buffissimi evocanti paesaggi di sogno e orrendi abissi di morte o paradisi terrestri. Degli extraterrestri ne parlerò in seguito.

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