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L’altopiano di Giza con le piramidi consunte dal turismo più caciarolo, fa bella foggia di sé da ormai moltissimi anni. Manipolando alcune panoramiche e alcune notizie si giunge alla tomba di Osiride piuttosto in fretta e ci meravigliamo che sia immersa completamente nell’acqua come nella placenta materna, cosicché ci viene in mente la vita e la morte, un circolo oltretomba e oltremodo vizioso come l’ouroboros! Cheope, Chefren, Micerino e la Sfinge: andiamo in un paese e ci innamoriamo delle impressioni oculari, senza approfondire granché ma apprendendo soltanto i racconti degli operatori turistici e in sostanza neanche quelli. Elaboriamo le tantissime fotografie scattate fra un turista americano e uno tedesco, fra il torero in vacanza e il boss in cerca di avventure, fra la signora in bianco e la puttana decorata dall’oro guadagnato, fra il prete copto e l’imam strascicati nei pulman a prezzo turistico. In America il guanaco delle Ande meridionali sputa tranquillo sopra qualsiasi cineasta ma le riprese sono sempre pulite da tracce di saliva; non così si salvano le altre riprese: la confusione è assicurata. Si mischiano le carissime bistecche di balena del Giappone con le foche della Lapponia, il Circolo Polare artico con l’Equatore, la Sirenetta di Amsterdam con il Colosseo, il cane cinese scuoiato con l’osso buco milanese, il primo ministro inglese con il mafioso della Sicilia, la crociera nel mare delle Baleari con le corse in slitta del Canada: la presenza del caos è tangibile anche perché le datazioni si accavallano nei giorni, nei mesi e negli anni. Archiviare tutte le informazioni, incasellarle con ordine, le dia con le digitali, i fotomontaggi con le panoramiche tridimensionali, i dvd, i cvc, i gvg, bvb, CD, i floppy, ecc., ecc., che bellissimo pasticcio! Ci mancano i profeti di sventura che giurano sull’ora, sul giorno, sul mese e sull’anno della fine del mondo convinti dal loro piccolo cervello nutrito da una miriade di libri di pessima tiratura che fanno brutta mostra nei loro scaffali di merdoteche. Non ci dimentichiamo i computer con programmi adatti ai romanzieri con cinquantamila frasi fatte pronte all’uso.

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