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C’era una volta un re e una regina e i sudditi soffrivano le pene dell’inferno perché essi erano crudeli e si divertivano a torturarli con le tasse e altri balzelli. Inondavano i computer con milioni di virus e i poveri sudditi stavano ore e ore ogni giorno a cancellare quei microbi infernali: peggio del carbonchio, della peste petecchiale e del colera. Inoltre il tifo faceva strage di diecine di vassalli benestanti che per censo e per abitudine venivano cremati e le loro ceneri, sparse per le colline verdeggianti, concimavano benissimo il terreno per nuove coltivazioni di mais, di soia e di carciofi. Si giravano film sui pinguini innamorati e ne si imponeva la visione per giorni interi da tutti gli schermi che si trovavano sia nelle case sia, enormi e giganteschi, per tutte le strade e le piazze del piccolo regno lacchèstano. Non c’era traccia di spot pubblicitari, nessuno sapeva mai cosa comprare: qual era il prodotto migliore? Ciò metteva in grandissima angoscia il povero popolo che doveva pensare individualmente alla scelta: era il dramma giornaliero. Non soltanto: erano proibiti anche i sogni perché a ogni risveglio i poveretti erano costretti immediatamente a scriverli e inviarli per e-mail solo se avevano sognato in bianco e nero altrimenti venivano decapitati e la loro testa appesa all’arco della porta a esempio per tutti. Vicino alla porta c’era un letto di legno dove ogni sera dovevano accoppiarsi in bella vista e il re o la regina passavano a cavallo sopra una Cadillac e si divertivano a frustare le terga delle coppie nelle varianti delle posizioni studiate dal Kāma Sūtra e perfettamente eseguite. Questo era il compito più difficile sia perché era giornaliero, sia perché le frustate venivano a riaprire le ferite neanche un po’ rimarginate. Nonostante tutte queste angherie mancavano di spirito di ribellione; anzi sembravano quasi felici del loro stato, paghi della sofferenza inflittagli, come fosse un sacrificio per un promesso paradiso futuribile. La ricompensa non era assolutamente adeguata ai patimenti, ma si sa che la fede è irrazionale e inestinguibile, perciò ogni male voluto non è mai troppo.

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